ESCLUSIVA - Cudicini: "I laziali ancora si ricordano di me! Marchetti? Fidatevi ad occhi chiusi"

Pubblicato ieri alle 12:00
15.11.2014 07:00 di Davide Capogrossi Twitter:    vedi letture
Fonte: Davide Capogrossi - Lalaziosiamonoi.it
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
ESCLUSIVA - Cudicini: "I laziali ancora si ricordano di me! Marchetti? Fidatevi ad occhi chiusi"

Eroe per un giorno, grande portiere in una lunga carriera. E' il 20 ottobre del 1996. La Lazio di Zeman ospitava il Cagliari di Perez. Una gara condizionata sin dalle prime battute dal cartellino rosso sventolato dal sig. Bolognino a Luca Marchegiani. Il boemo richiama in panchina Casiraghi per far spazio al secondo portiere. Carlo Cudicini, anni 23, appena acquistato dal Prato. E' il figlio del leggendario Fabio Cudicini, il Ragno Nero. Nedved e Signori portano la Lazio sul doppio vantaggio, Banchelli accorcia le distanze. Nel finale scontro cruento tra Bisoli e Cudicini, ne fa le spese il giovane portiere. Un terribile infortunio al ginocchio, Zeman ha esaurito i cambi. Cudicini resiste stoicamente tra i pali, la Lazio vince: "Ho pensato che fosse meglio rimanere in campo con una gamba sola piuttosto che qualcun'altro che non avesse dimestichezza con i guantoni". A distanza di quasi un ventennio, i tifosi laziali ancora ricordano quella commovente prestazione. Cudicini ha vissuto un'ottima carriera in Premier League tra Chelsea e Tottenham, prima di tentare l'avventura negli States. Quella partita contro il Cagliari resta il suo unico gettone in A. La redazione di lalaziosiamonoi.it ha contatto in esclusiva proprio Carlo Cudicini per ripercorrere insieme le emozioni di quella gara, senza trascurare l'attualità e l'andamento della Lazio di Pioli.

Una volta appesi i guantoni al chiodo, è rimasto ancora nel mondo del calcio? "Sto seguendo i vari corsi per diventare allenatore, è un processo che prende un po' di tempo. Sto finendo di completare la Uefa B, nel frattempo vado un paio di volte alla settimana nel settore giovanile del Qpr per praticare e tenermi aggiornato".

Parliamo di Lazio. Nonostante l'ultimo stop contro l'Empoli è ancora tra le sorprese di questo campionato? "Mi ha impressionato sin dalla prima partita di campionato contro il Milan, nonostante la sconfitta mi era piaciuta. I risultati poi sono arrivati, è una squadra che gioca molto bene, la sua posizione in classifica è meritata".

Si aspettava un impatto del genere di Pioli all'esordio in una grande piazza? "Non è facile, lui era a Bologna in una realtà diversa. La Lazio deve imporsi, fare gioco e vincere le partite, ha come target una posizione in classifica diversa. Non sono stupito perchè ha sempre fatto discretamente bene, sta facendo un ottimo lavoro usando la squadra che gli è stata data".

Dove posiziona la Lazio nel ranking per l'Europa? "Sarà una corsa difficile perchè ci sono molte squadre che stanno mirando a quelle posizioni. Credo che Juventus, Roma e Napoli lotteranno per lo Scudetto, per il resto sarà una grandissima lotta tra le milanesi, la Lazio e altre squadre. Fino ad ora hanno dimostrato di essere una squadra che gioca bene e fa risultato, se la condizione atletica rimane questa negli ultimi mesi, avrà un'ottima possibilità".

Federico Marchetti ha ritrovato condizione e prestazioni di qualità dopo una stagione difficile, quanto è importante per questa squadra? "Federico ha dimostrato anche in passato di essere un portiere molto forte anche mentalmente. Mi ricordo che ebbe un infortunio un paio di stagioni fa e quando tornò aveva fatto un po' di fatica, ma poi si riprese alla grande. E' un portiere di cui ci si può fidare a occhi chiusi. Gli errori capitano a tutti, è molto importante la reazione. Lui ha un carattere e una concentrazione tale da reagire positivamente a queste situazioni".

In chiave Nazionale può ancora raccogliere l'eredità di Buffon? "E' molto importante, ora dietro a Buffon c'è Sirigu che ha dimostrato di essere un portiere importante e gioca in una squadra che garantisce esperienza anche a livello internazionale. Poi ci sono Perin e altri giovani interessanti, Marchetti è nella lista di quei portieri che possono aspirare a un eventualmente maglia quando Buffon deciderà di smettere".

Ha giocato una sola partita con la maglia della Lazio ma è rimasto nel cuore dei tifosi. "Anche vent'anni dopo quando incontro tifosi laziali ricordano quella partita e provano affetto nei miei confronti. La cosa è reciproca anche perchè fu il mio esordio in Serie A, ricordo quella gara con grandissimo piacere, nonostante l'infortunio. Marchegiani fu espulso a inizio gara, la Lazio vinse, purtroppo per me non è finita bene ed è stato un peccato perchè mi avrebbe permesso di giocare contro l'Atalanta".

Un episodio che avrebbe potuto condizionare il suo percorso da professionista... "Le carriere decollano o atterrano dopo episodi del genere, io fortunatamente a 40 anni guardo dietro e sono soddisfatto di quello che ho fatto. Sono contento di essere rimasto in porta nonostante il mio ginocchio non fosse in uno stato ideale, ho pensato che fosse meglio rimanere in campo con una gamba sola piuttosto che qualcun'altro senza dimestichezza con i guantoni. Se avessimo preso gol avrei fatto la figura del pollo (ride, ndr), compromettendo il risultato. Oggi la posso raccontare con il sorriso".

Che ricordi conserva di quel gruppo? "In realtà quello fu un anno un po' particolare, pieno di eventi, soprattutto per me. Iniziammo con Zeman, poi arrivò Zoff. Mi ricordo di un gruppo di persone fantastiche, con parecchi di loro sono rimasto in contatto. Non mi sento di dire che si poteva intuire il successo della Lazio negli anni a venire, l'anno dopo ci furono diversi cambiamenti, anche a livello finanziario. Era una buonissima squadra, con i vari Nedved, Signori, Casiraghi, Protti, ma non immaginavo potesse costituire la base per i grandi di trionfi con Eriksson".