Castroman: "Tifo Lazio e Inzaghi, come i miei figli. Che delusione Mancini!"

L'argentino Lucas Martin Castroman è tornato a parlare di Lazio, del rapporto con i tifosi, Inzaghi e Mancini: l'intervista
22.03.2020 06:30 di  Alessandro Vittori  Twitter:    vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
Castroman: "Tifo Lazio e Inzaghi, come i miei figli. Che delusione Mancini!"

Lucas Martin Castroman, per tutti l'eroe del derby del 29 aprile 2001. Roma avanti 2-1 al 95', Lazio ormai aggrappata alla speranza. Angolo di Mihajlovic, respinta della difesa e bordata di Castroman che si infila alla sinistra di Antonioli. L'esterno argentino è tornato a parlare di quel gol sulle colonne di Sportweek: "Solo inseguito ho capito quanto fosse importante, le persone mi riconoscono più a Roma che in Argentina".

ARRIVO A ROMA - "Avevo lo stesso agente di Simeone, fece vedere alcuni video a Eriksson e si convinse subito. Ma arrivai a Roma e c’era Zoff! Sven era andato ad allenare l’Inghilterra. Con Dino sono stato da dio. Avevo vent’anni, ero circondato da campioni come Crespo, Veron e il Cholo, mi aiutavano con l’italiano".

LA CAPITALE NEL CUORE - "I tifosi mi hanno fatto sentire un re, i miei figli tifano Lazio. Grazie al gol nel derby ero diventato una celebrità. Anche andare al supermercato era un’impresa".

INZAGHI E LO SCUDETTO - "Se me l’avessero detto vent’anni fa non ci avrei mai creduto, davvero.Tiferò per lui fino alla fine".

DELUSIONE MANCINI - "Rimasi deluso da due persone, Roberto Mancini e Oreste Cinquini, ex direttore sportivo della Lazio. Andai via per colpa loro. Mancini mi diceva una cosa, Cinquini un’altra. Non c’era chiarezza, non erano trasparenti. Ricordo una partita contro il Besiktas in Coppa Uefa, ero una furia. Mancini non mi parlava da un mese e mi fece giocare titolare. Segnai e vincemmo 2-1, qualificandoci in semifinale contro il Porto. Poi a fine partita ci fu una discussione, così mi tolsi la maglietta e gliela tirai in faccia. Fu la rottura definitiva".

Pubblicato il 21/03

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