ESCLUSIVA - Ledesma: "Lazio, già dovresti essere in Champions. Il più forte con cui ho giocato? Facile..."

Pubblicato il 20/11 alle ore 15.00
21.11.2018 07:26 di Leonardo Giovannetti Twitter:   articolo letto 13903 volte
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
© foto di Federico Gaetano
ESCLUSIVA - Ledesma: "Lazio, già dovresti essere in Champions. Il più forte con cui ho giocato? Facile..."

C’è chi la maglia della Lazio la porterà sempre nel cuore, chi per i colori biancocelesti ha lottato con grinta e coraggio. Uno di questi è sicuramente Cristian Ledesma. A Roma ha collezionato 259 presenze, 12 gol. Nel luglio 2006 la Lazio lo ha accolto nella sua corte, e l’argentino non ci ha messo molto a conquistare il centrocampo biancoceleste. Un amore vero, che ha attraversato diverse fasi: alcune straordinarie, altre meno. Come ogni amore puro che si rispetti, d’altronde. Ai microfoni de Lalaziosiamonoi.it, l’ex capitano della Lazio ha rilasciato un’intervista ricca di contenuti.

La Lazio è quarta e ai sedicesimi di Europa League. Cosa pensi di questa stagione?

Credo che la Lazio stia avendo ottimi risultati. Ha iniziato con qualche difficoltà, ma è normale. C’erano giocatori reduci dal Mondiale di Russia, altri che si erano fatti male nel finale della scorsa stagione. La gente magari non pensa tanto a queste cose, ci si aspetta sempre un rendimento migliore dell’anno precedente. Ora i biancocelesti si sono rimessi in carreggiata per quanto riguarda le prestazioni, stanno lottando con tutti quelli che sono lì davanti. La Lazio può e deve arrivare tra i primi quattro.

Dopo la sosta ci sarà Lazio – Milan. Partita fondamentale?

Molto spesso chi è della Lazio è abituato a considerare la partita successiva sempre come la più importante. Io non credo sia così, gli uomini di Inzaghi devono fare il loro percorso perché hanno la forza di giocare con chiunque. Oltre alla Juventus non c’è una squadra più forte. Il Milan ha tanti infortunati, ma anche con i bianconeri non ha disputato una brutta gara. Non bisogna considerarla una partita facile, perché non lo sarà.

Vedi precise gerarchie in questo campionato?

Come detto, dopo la Juventus non c’è una squadra nettamente più forte delle altre. La stessa Inter non credo che sia superiore alla Lazio. Ha mantenuto la base dell’anno scorso ed è importante, ma non la ritengo fuori dalla portata dei biancocelesti. La stagione è lunga, è tutto da decidere. Anche per il terzo posto.

La Lazio soffre veramente di mal di big?

Penso che i risultati dicono questo, ma le prestazioni no. Con le grandi la Lazio non ha fatto brutte partite, non è riuscita ad ottenere il risultato anche per via degli episodi. Non è un ‘male’ da curare, tutto gira purtroppo in base ai risultati e si crea qualcosa che non c’è. La squadra non è al 100%, alcuni giocatori stanno ancora raggiungendo la forma ideale. I nuovi serviranno per dare un ricambio importante, è una questione di pazienza. Bisogna averne di più e dare fiducia a questa rosa.

Milinkovic e Luis Alberto faticano ad entrare in condizione. Quanto sta pesando?

Penso che nelle ultime partite hanno fatto meglio, per loro è l’anno della conferma. Ci si aspetta sempre non solo di vedere le grandi cose fatte nella scorsa stagione, ma addirittura di più. Non è facile fare sempre campionati di alto livello a Roma, ci sta che abbiano un po’ di difficoltà. Si tratta solo di una questione di forma fisica, non bisogna allarmarsi. Ora devono dimostrare che non è una mancanza di volontà o voglia di fare.

Secondo te la Lazio è più forte della scorsa stagione?

Se è più forte, lo deve dimostrare. Per me sono arrivati i giusti ricambi, come Berisha o Durmisi. Per non parlare di Acerbi, che conosce il campionato italiano ed è fondamentale. Questo è un grande colpo. Per me si è rinforzata, ma come ho detto bisogna dimostrarlo. Non dimentichiamoci che già la scorsa stagione sarebbe dovuta arrivare quarta: non sono stati pochi i punti negati ingiustamente ai biancocelesti.

Inzaghi è un valore aggiunto per la Lazio?

Assolutamente sì, conosce la società e l’ambiente di Roma. Sa cosa pensa e cosa vuole il tifoso della Lazio, quindi conta tanto avere un allenatore così. Credo che lui non abbia mai vissuto momenti di difficoltà, e spero non gli succeda mai. Se dovesse accadere è proprio in quel momento che dovrà dimostrare di essere all’altezza. Molti allenatori hanno dovuto farlo. Ci sono le critiche, sui cambi o sul modulo, ma sono piccolezze. Sta esprimendo un bel gioco, sempre ad alti livelli. Avere un quarto posto oggi non è scontato.

Il tuo ricordo più bello in biancoceleste?

Mi fanno spesso questa domanda. Ma al di là delle vittorie, dei gol nel derby o altro, preferisco sempre dire che la cosa più bella è stato l’affetto della gente quando sono stato fuori dal gruppo. La domenica vedevo la partita da casa, sul divano, e proprio in quei momenti ho sentito quanto i tifosi mi volessero bene. Mi sono stati vicino, questa è la cosa più bella per un giocatore.

Il giocatore più forte con cui hai giocato?

Sicuramente Klose, penso che abbia fatto la differenza ovunque. Lui è uno di quelli che rientra nella categoria dei campioni. Durante gli allenamenti ti accorgevi di quanto Miro fosse sopra la media, sopra quelli che sono i giocatori normali. Poi mi piace tanto ricordare Matuzalem, poteva arrivare a quei livelli. Non ci è riuscito ma avrebbe potuto farlo, era veramente forte.

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