Lazio, difesa da Europa: senza gennaio, come quella del secondo posto

La difesa della Lazio è attualmente la sesta del campionato di Serie A e, senza considerare il mese di gennaio, il dato sarebbe ancora più sorprendente...
06.04.2026 20:00 di  Alessandro Vittori  Twitter:    vedi letture
Fonte: Alessandro Vittori - Lalaziosiamonoi.it
Lazio, difesa da Europa: senza gennaio, come quella del secondo posto

"L'attacco ti fa vincere le partite, la difesa ti fa vincere i titoli". Con questa frase Sir Alex Ferguson, uno degli allenatori più vincenti e iconici della storia recente, sintetizzava l'importanza che per lui aveva la fase difensiva. È opinione diffusa che la bravura di un allenatore venga misurata soprattutto dalla capacità difensiva delle proprie squadre. L'attacco è legato a doppio filo alla qualità dei giocatori a disposizione, sull'organizzazione difensiva invece un tecnico può incidere maggiormente, in parte sopperendo al minor patrimonio qualitativo dei singoli. 

GARANZIA SARRI - In Serie A, negli ultimi dodici anni, uno dei migliori organizzatori di difese è sicuramente Maurizio Sarri. Dall'Empoli di Rugani e Tonelli, passando per il Napoli di Albiol e Koulibaly, la Juventus di Bonucci e Chiellini o la Lazio di Casale e Romagnoli, fino alla retroguardia biancoceleste attuale, il modo di difendere riferimento palla, in un calcio sempre più dominato dall'uomo su uomo, ha portato alla ribalta un metodo diverso, più moderno ed europeo. I risultati poi parlano per Sarri: tranne la prima stagione alla Lazio (10° difesa, ma 2° attacco), la retroguardia del Comandante è sempre stata tra le migliori. Dall'11° difesa di Empoli (risultato straordinario per una neopromossa), alla 2° con la Lazio nel 2022-23, in mezzo tra Napoli e Juventus (unico anno in cui sulla carta aveva gli interpreti migliori) sempre sul podio, poi la 5° (in compartecipazione con Tudor) nel 2023-24 anno delle dimissioni, dulcis in fundo la 6° attuale.

DIFESA DA EUROPA - La Lazio di oggi è una squadra figlia del mercato bloccato in estate e di una sessione invernale utile per abbattere costi e segnare plusvalenze importanti per l'indicatore di costo allargato del lavoro al 31 marzo. La difesa è il reparto che non è stato toccato dalle cessioni, anche grazie al colpo di scena della querelle Romagnoli nell'ultimo giorno di mercato. Sarri fin dall'estate ha fondato la squadra sulla compatezza della fase difensiva e, tranne un periodo di sbandamento nel mese di gennaio, è pienamente riuscito nel suo intento. La partenza in corso d'opera di Guendouzi e l'assenza, quasi per tutta la stagione, di Rovella, hanno complicato i piani, ma l'organizzazione del tecnico toscano finora ha comunque portato i risultati: la difesa biancoceleste è la sesta in Serie A con 29 gol subiti, soltanto 1 in più della Roma, 2 dell'Atalanta e 3 dell'Inter capolista. Il Napoli con una partita in meno giocata ha subito una rete in più, il Bologna, con cui la Lazio sta battagliando per l'ottavo posto in classifica, ben 8.

SENZA GENNAIO - Se dovessimo escludere il mese della sessione di mercato invernale, segnata dalla perdita di Guendouzi, i numeri sarebbero sorprendenti. Sottraendo i 9 gol subiti nelle 6 partite disputate, nei restanti 25 match di campionato la Lazio ha subito 20 reti: la media gol incassati a gennaio è di 1,5 a partita, nel resto della stagione 0,8, praticamente la metà. Proiettando su 38 partite il dato depurato dalla parentesi gennaio, si otterrebbero 30 gol subiti, come nella stagione 2022-23, quella del secondo posto in classifica. Un rendimento clamoroso considerando le premesse e le difficoltà affrontate nel corso della stagione. Un trend che sarebbe importante confermare nel finale di stagione, nelle partite di campionato e soprattutto nella semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l'Atalanta a Bergamo.

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Alessandro Vittori
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Alessandro Vittori
Innamorato di Lazio dalla nascita, inizio il percorso di giornalista con Lalaziosiamonoi nel 2016. Nel frattempo ospitate tv e anche speaker radiofonico, continuo con lo stesso entusiasmo dei primi giorni.