Lazio, Sarri: "Mercato? Il presidente è stato chiaro, io mi tiro fuori"
Il Como domina all'Olimpico e batte la Lazio per 0-3. In conferenza stampa è intervenuto l'allenatore biancoceleste Maurizio Sarri. Di seguito le sue parole.
All'andata era preoccupato dal dislivello tecnico, oggi si è notato ancora di più?
"Quando prendi gol dopo due minuti contro queste squadre la partita diventa problematica. Secondo me il primo tempo è stato meno brutto di quello che lascia pensare il risultato, loro sono entrati in area tre volte. La domanda da farsi è perché abbiamo preso due gol e un rigore contro, e perché abbiamo preso un gol su un'azione che abbiamo provato tutta la settimana. Sull'0-1 con Cancellieri abbiamo avuto la palla per pareggiare, poi anche sullo 0-2 con Zaccagni. Dopo il terzo gol per noi la partita è finita, loro hanno palleggiato ancora di più. Riconosciamo agli avversari una qualità tecnica superiore alla nostra".
Quanto è difficile preparare ora le partite con il mercato e gli infortuni? Tutto questo rallenta l'inserimento dei nuovi?
"Sono tutte difficoltà che non ci facilitano il compito. Bisogna trovare anche la forza per andare oltre, se no tutto diventa alibi. Bisogna andare a letto incazzati questa notte e da domani trovare il vigore per fare una partita ben diversa. Abbiamo duemila difficoltà, quella aggiuntiva è di non far diventare tutto un alibi. Andiamo oltre e torniamo a essere una squadra più pulita mentalmente come qualche tempo fa".
La squadra è preoccupata, demotivata, depressa... C'è un virus...
"Stai parlando di una squadra che prima di stasera aveva perso tre partite con le prime in classifica. Non si può parlare di una squadra demotivata e di cialtroni. I ragazzi hanno lottato fino a ora, non facciamo di tutta l'erba un fascio. La realtà del nostro campionato è questa. Stasera è stata una brutta sconfitta contro una squadra che contro il Milan aveva creato più occasioni da gol e ha perso. Il Como è forte, organizzato. Se vai in svantaggio subito contro di loro è dura, hanno dimostrato di essere più forte di noi. Questo va accettato, ma non sfasciamo tutto dopo una partita".
Le erano state fatte delle promesse sul suo ruolo nel mercato quando è stato ingaggiato?
"Non c'è niente di nuovo, il presidente è il proprietario e se dice che il mercato lo fa lui, stop. Io conosco i presidenti, ho avuto anche De Laurentiis. Ho le spalle larghe. Ma non si può pensare che questo ci può far perdere le partite. Sono discorsi teorici, il mercato di una società è un mix fra le esigenze tecniche ed economiche sulle quali non posso influire. Il presidente è stato chiaro e io mi sono tirato fuori. Vediamo chi arriva, speriamo bene. L'importante è che non mi si tiri dentro nelle scelte, che arriva un giocatore e si dice che l'ha voluto Sarri. Il presidente è lui e può fare ciò che vuole".
Quanto manca per avere i giocatori pronti?
“Sono valutazioni da fare a freddo, dopo partite così viene da rispondere no. Arriviamo a fine stagione e facciamo le valutazioni con una serenità diversa. Qualche gicoatore su cui costruire probabilmente c’è”.
Lotito ha detto che l'obiettivo è l'Europa...
"Parlava di un obiettivo pluriennale, con me questo non l'ha detto. In questa stagione abbiamo sempre detto tutti in maniera coerente che l'Europa era un miraggio e che l'obiettivo è costruire.
