Calcio a 5: Montemurro lascia la presidenza

Con un comunicato personale, l'ex numero uno della società biancoceleste ufficializza il suo addio alla Lazio Calcio a 5
14.05.2011 19:54 di Alessandro Pizzuti  articolo letto 2791 volte
Fonte: Lazio C5
Calcio a 5: Montemurro lascia la presidenza

In una stagione di presidenza, Montemurro ha lasciato una traccia indelebile: la vittoria della Coppa Italia

L'uscita di scena dai playoff scudetto porta anche una clamorosa notizia in casa Lazio. Una notizia che in verità era nell'aria da qualche giorno, ma che soltanto ora viene resa nota. L'assenza del presidente Andrea Montemurro sia nella gara d'andata dei quarti di finale a Pescara ma anche nel match di ritorno disputato alla Futsal Arena non era passata inosservata.

Già al termine della stagione regolare, il presidente aveva anticipato ai suoi più vicini amici e collaboratori l'idea di lasciare. Alla base della clamorosa scelta, divergenze interne sulle scelte gestionali della società che, protratte nel tempo, hanno prodotto questo effetto.

Ma i risultati positivi ottenuti e soprattutto la vittoria della Coppa Italia, un successo che porta la firma indelebile del presidente Andrea Montemurro, nessuno potrà cancellarli.

Con il seguente comunicato, Andrea Montemurro conferma il suo addio alla Lazio, ma esprime anche la volontà di restare nel mondo dello sport e del calcio a 5.  Con immenso dispiacere nel cuore lascio con ratifica immediata la presidenza della Lazio calcio a 5, con questa che è la mia ultima definitiva dichiarazione. Questa esperienza breve ma intensa, mi ha fortificato interiormente sia come uomo di sport che come persona. Il mio sogno di vincere nuovamente qualcosa con la Lazio Calcio a 5, dopo aver già vinto in passato come direttore generale un'altra Coppa Italia nel 2003, è stato esaudito con la magnifica esaltante vittoria della Coppa Italia di quest'anno.
Sono convinto e mi auguro di cuore che le persone che mi sostituiranno e quelle che porteranno avanti il nome della Lazio Calcio a 5 saranno capaci quanto e più di me nella gestione dell'ambiente e nell'ottenimento di importanti traguardi.

Io forse peccando di inesperienza ho commesso un grosso errore: quello di amare tutto lo staff e tutti i ragazzi allo stesso modo, cosi come la mia famiglia, e di credere che il nostro fosse un mondo perfetto: cosa che purtroppo non è, mio malgrado.
Lascio con profondo dolore e dispiacere, da tifoso biancoazzurro, una carica che mi aveva gratificato quanto responsabilizzato.

Purtroppo già da tempo stavo maturando questa decisione, ma ho voluto attendere la fine dell'attività agonistica della squadra, per non creare turbative di alcun tipo a stagione in corso.

Tengo inoltre a ringraziare tutto lo staff ed in particolare alcune persone: dall'encomiabile Andrea Cucchiella al medico Francesco De Santis, fino ad arrivare ai giocatori: in particolare Bacaro, Ippoliti e Marchetti meravigliosa triade in un gruppo splendido e pieno di cuore, oltre ad Alcaraz e Nuno due giganti dentro e fuori dal campo. Inoltre rivolgo un grande ringraziamento a Stefano Raucci, eccelso uomo di comunicazione, e al mister Daniele D'Orto per l'opportunita che mi era stata affidata e che credo di aver portato avanti facendo del mio meglio.
Spero di restare nel calcio a cinque italiano magari spostando le mie potenzialita in ambienti a me più congeniali, perché la passione verso questo sport è intatta. Un grazie enorme va a Roberto Becchetti, prezioso consigliere federale di grande onestà e correttezza, e un grande grazie va anche al presidente della Divisione Calcio a 5 Fabrizio Tonelli e a tutta la Divisione per l'immensa disponibilità mostrata giorno dopo giorno.

Un grazie di cuore va al presidente della Polisportiva Lazio Antonio Buccioni, persona di grandi principi e valori sportivi ed umani, e a tutti i tifosi biancocelesti che mi hanno seguito in questa avventura. Ringrazio tantissimo anche i partner istituzionali e sociali che ci hanno seguito, a partire dal delegato allo Sport del comune di Roma Alessandro Cochi, al ministro della Gioventù Giorgia Meloni fino ad arrivare all'associazione Amref, alla Opes Italia e a tutti quelli che hanno creduto nel mio progetto.

Lascio con immenso dispiacere, ma le condizioni per andare avanti seguendo i miei principi e il mio modo di fare sport erano venute meno da qualche tempo.

Andrea Montemurro