Da "Quelli dell'aereo"
E LA S.S. LAZIO VINCITRICE DELLA SUPERCOPPA ITALIANA
Siamo un gruppo di laziali veri, innamorati della Lazio e dei suoi colori. Abbonati da sempre. Alcuni di noi si ricordano il magico sinistro di Arrigo Dolso al Flaminio nel 1967-1968!
Abbiamo visto di tutto. Abbiamo girato con orgoglio l’Europa ai tempi di Cragnotti, e anche l’anno scorso siamo stati a Sofia. Decollati da Fiumicino alle 17,30 rientrati alle 7,30 del giorno successivo pronti ad attendere alle occupazioni ordinarie senza battere ciglio.
Non ci siamo fatti mancare nulla; neanche la Primavera, alla quale siamo affezionatissimi.
Ci sentiamo a buon titolo rappresentanti della lazialità e della Lazio. Della Lazio vera con la sua Storia e i suoi Valori che appartengono a tutto il popolo laziale; oggi, purtroppo, costretto a dover subire le angherie di uno spregiudicato che vorrebbe dare lezioni di etica e di morale. Può essere anche il detentore, pro-tempore, del pacchetto di maggioranza di una società commerciale, ma la Lazio è altro.
La Lazio ha la sua Storia e avrà un grande Futuro.
Da sempre abbonati, quest’anno non rinnoveremo l’abbonamento per dare un segnale e colpirlo, nel nostro piccolissimo, sull’unico argomento al quale è sensibile: i soldi.
Non siamo degli ingrati, gli abbiamo riconosciuto i meriti che ha avuto, ma ora la misura è colma.
Vorrebbe toglierci i sogni, vuole uccidere Peter Pan! Ma anche se ha avuto il potere di far giocare Vignaroli al Bernabeu, non ce la farà a sopprimere la lazialità vera, profonda, spavalda e creativa che noi tutti laziali abbiamo dentro.
E così visto che in casa nostra c’è poco da ridere, abbiamo comunque cercato e trovato un motivo per essere allegri.
Goliardia pura.
Non quella dei gesti “goliardici” che una stampa dalla schiena piegata ci vuole vendere come tali anche quando sono, nella migliore delle ipotesi, privi di stile e fantasia! D’altro canto sia domenica che lunedì “quelli dalla schiena piegata”, neanche hanno dato la notizia dell’aereo “zero tituli”.
Il silenzio del Trigorriere dello sport (come l’ha definito
il Giornale nel bellissimo articolo di commento alla nostra iniziativa) è ben comprensibile perché aveva da commentare le faville dei rotondi bomber dell’altra sponda. Meglio così.
Noi, e tanti altri, ieri ci siamo divertiti.
Pur non rinnovando l’abbonamento non abbandoniamo la nostra Lazio e i suoi colori e saremo comunque sempre allo stadio.
FORZA LAZIO!
