"Il talento della malattia": storia di chi ha sconfitto il male con la testa al suo campione, Giorgio Chinaglia

16.05.2012 16:55 di  Stefano Fiori   vedi letture
Fonte: Stefano Fiori-Lalaziosiamonoi.it
"Il talento della malattia": storia di chi ha sconfitto il male con la testa al suo campione, Giorgio Chinaglia

Giorgio Chinaglia ci ha lasciato ormai da un mese e mezzo. Era il 1° aprile quando dalla Florida giunse la notizia che scosse nel profondo l’animo del popolo biancoceleste, l’addio al campione che più di tutti ha preso per mano la lazialità e l’ha resa ancora più forte. Da quel giorno, molti eventi si sono susseguiti per celebrarne la memoria: gesti simbolici come il ricordo dell’Olimpico in occasione di Lazio-Napoli o il memorial organizzato a Grottaferrata. Tra questi, merita di essere menzionato un romanzo, dal titolo “Il talento della malattia", con sottotitolo "Giorgio Chinaglia e la storia di un campione" (Avagliano Editore). Autore del libro è Alessandro Moscè, che ha voluto raccontare una storia dai forti tratti autobiografici. Nel 1983, all’allora tredicenne Moscè fu diagnostico un sarcoma di Ewing alle ossa, una malattia da cui guarire rappresenta l’eccezione. E lui rappresentò quest'eccezione. Durante le diverse permanenze in ospedale, un pensiero in particolare gli infondeva coraggio: la figura di Giorgio Chinaglia, suo idolo indiscusso, che nella sua prepotente forza fisica costituiva per lui un incentivo a non mollare. In quei giorni, Moscè scrisse una lettera al grande centravanti, sicuramente uno dei passaggi più toccanti che s'incontrano nel libro. Ad appena un anno di distanza, Moscè riuscì infine a coronare il suo sogno: a Gubbio ebbe modo di incontrare il mitico Long John, lo ebbe vicino a sé fisicamente, anche se accanto a lui era idealmente rimasto per tutta la malattia. Nel suo libro c’è questo, ma c’è molto altro. Venerdì 18 maggio  alle ore 17.00, nell’ambito dell’iniziativa “Calcio d’Arte”, la Fondazione Gabriele Sandri ha organizzato la presentazione de “Il talento della malattia” presso la sua sede, in Piazza della Libertà. Un’occasione per ricordare ancora una volta Giorgio Chinaglia e l’importanza che la sua figura di bandiera biancoceleste ha avuto, e continua ad avere, per la gente laziale.