Lazio, il tifo organizzato: "Vogliamo mandare un segnale forte!"

18.02.2026 12:30 di  Christian Gugliotta   vedi letture
Lazio, il tifo organizzato: "Vogliamo mandare un segnale forte!"
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A seguito del comunicato che, di fatto, ha confermato la volontà di proseguire la contestazione nei confronti della società, alcuni membri del tifo organizzato biancoceleste sono intervenuti ai microfoni di Radio Laziale per spiegare la decisione presa. Queste le dichiarazioni:

“La questione è molto chiara: io ho visto delle nefandezze impressionanti a livello comunicativo. La prima è quella riguardante la provenienza dei fondi per lo stadio. La seconda, che per me è drammatica, riguarda: “Il sogno responsabile”. Se io ho un sogno è qualcosa di bello, di cui non devo preoccuparmi. Qualcosa che ho dentro, una situazione di bellezza e felicità, non c’è una responsabilità. Questo è il suo sogno, non il nostro. Il nostro sogno è vedere una proprietà ambiziosa, vincente, che sappia comunicare ed essere empatica con i tifosi. Per noi il sogno era la Lazio di Cragnotti, andare a giocare a Montecarlo contro il Manchester, correre dietro a Ronaldo, perché sapevamo di avere le possibilità di farlo”.

“La mia preoccupazione più grande era quella di una Curva Nord divisa a metà. Per noi la curva è sacra, non si divide. Possiamo mai accettare una curva divisa su due anelli? Dall’altra parte della città si rispetta la storia di una tifoseria, viene lodata la storia con una costruzione di una grande curva che riflette l’immagine di quella tifoseria. Così è un obbrobrio. La decisione più giusta è quella di non entrare, le motivazioni ce le dà lui ogni giorno”.

“Questa volta, rispetto a Lazio – Atalanta di campionato, il voto è stato più compatto. Dopo al conferenza ci siamo guadati tutti, chiedendoci come possa un presidente di una squadra di Serie A usare quei toni.  Qualcuno in società credeva di poter alzare i toni in conferenza. Ogni volta che il presidente prende il microfono fa un danno. Ci ha dato l’ennesima dimostrazione che basta che apra bocca e ci dà quelle certezze che ci mancano. Meglio lasciare lo stadio deserto che avere questo tipo di gestione. Non verrà imposto a nessuno di non entrare. Chi vuole ci segua, non c’è nessuna coercizione”.

“Ormai è diventata una guerra Lotito contro tutti. A Formello questa situazione non viene accettata più da quasi nessuno. Questa strategia non sappiamo dove voglia arrivare.  La nostra è stata una scelta molto dura, per quello che mi riguarda la più pesante da quando c’è lui alla guida della Lazio. Pesa non sostenere la squadra in una semifinale di coppa, ma vogliamo dare un segno forte che vogliamo un cambio radicale nella comunicazione e nella gestione della società”.

“Se presenti un impianto sportivo e non sei preparato su come prendere i fondi, vuol dire che c’è una pochezza incredibile. Non puoi rispondere a un giornalista che ci sono 600 pagine di piano economico-finanziario e restare imbambolato di fronte a una domanda. Si tratta di qualcosa di inconcepibile. La decisione è scattata subito dopo la conferenza stampa. Noi continueremo a decidere partita per partita. Andremo avanti di volta in volta e ogni volta comunicheremo a chi ci vuole seguire la nostra decisione”.

Christian Gugliotta
autore
Christian Gugliotta
Roma, classe 2003. Laureato in Scienze della Comunicazione a Roma Tre e giornalista pubblicista da febbraio 2025. Redattore per Lalaziosiamonoi.it.