Lazio, puntare alla Champions sognando lo Scudetto: non è follia, ma virtuosismo

06.01.2020 09:45 di  Alessandro Zappulla   vedi letture
Fonte: Alessandro Zappulla - Lalaziosiamonoi.it
Lazio, puntare alla Champions sognando lo Scudetto: non è follia, ma virtuosismo

Inanellare la nona vittoria di fila in Serie A. Eguagliare i record dell'allenatore del secondo scudetto. Insidiare i numeri degli "anni epocali" biancocelesti e alimentare il sogno tricolore. No, non sono elucubrazioni mentali. Questa è la Lazio di oggi. Il dato che emerge dopo aver fatto fuori anche il Brescia è chiaro: questa squadra ha i tratti della grande. La maturità della veterana, miscelata alla freschezza di chi sa di poter diventare una outsider. "Non ci fermiamo, poi vediamo che succederà".  Parole e musica di Milinkovic-Savic. Gli ordini del "Sergente" sono inequivocabili: "Giochiamo fino all'ultimo, le vittorie non ci incutono timori...". La parola "Scudetto" rimane segregata, per carità, ma il cammino mostruoso e la compattezza della Lazio sono quelle di una squadra da vertice. "Lottare e ragionare di partita in partita", questo è il diktat che trapela da Formello. Oggi però l'ambiente è di fronte al dolce bivio in cui questo gruppo fantastico l'ha condotto. Sognare in grande o restare ancorati con i piedi piantati a terra? La realtà probabilmente si concretizza nel mezzo. Come mentalità laziale vuole si continuerà a dire "Champions" per intimamente volgere ad altro. Forse è giusto così o forse è semplicemente quello che la prassi impone, nel rispetto di una logica scaramantica condivisa. Forse è anche la più semplicistica delle letture, in questa fase del campionato, con ancora tanto da giocare. Ma nelle favole impreviste e imprevedibili come questa, qualcosa potrebbe potrebbe pure venir scombinato e riscritto. Ciò che solitamente risulta scontato, ad un tratto potrebbe esser soppiantato da un pizzico di audace fantasia. Puntare al massimo per assicurarsi l'obiettivo dichiarato, ma con il coraggio di poter sognare in grande. La testa in queste circostanze può anche lasciare spazio al desiderio. Godersi il presente senza l'ansia del domani rende liberi e forti, proprio come la bella creatura che Inzaghi ha plasmato. Accarezzare il sogno e provare a volare non è da folli, ma da virtuosi. L'ambiente e i laziali tornino pure a farlo senza paura: riempiendo lo stadio e sostenendo questa meravigliosa creatura. Questa squadra sa cosa deve fare per restare in alto.

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