FOCUS - La UEFA verso la nuova Coppa delle Coppe: novità, modifiche e un’ipotesi neo-vintage

Pubblicato il 12/09/2018 alle ore 15.30
13.09.2018 07:25 di Alessandro Vittori Twitter:   articolo letto 17159 volte
Fonte: Alessandro Vittori - Lalaziosiamonoi.it
FOCUS - La UEFA verso la nuova Coppa delle Coppe: novità, modifiche e un’ipotesi neo-vintage

Lo stacco imperioso di Vieri, il destro al volo di Nedved, Nesta che alza la coppa con la maglia di Couto. Dolci ricordi di una Lazio che si regalava la Coppa delle Coppe battendo il Mallorca di Cuper. L’ultima Coppa delle Coppe, perché l’edizione 1998-99 segnò la fine della seconda competizione UEFA dopo la Champions League, inglobata dalla stagione successiva nella nuova maxi Coppa UEFA. Ieri Agnelli da presidente dell’ECA ha dato il via libera dal 2021 all’introduzione della terza competizione, primo passo di un lungo cammino che dovrebbe portare alla nuova Coppa delle Coppe.

FORMAT - Il primo bivio davanti al quale si troverà la UEFA nell’introduzione della terza competizione sarà quello delle priorità. La Coppa delle Coppe prima della soppressione era subordinata alla Champions, ma aveva precedenza sulla Coppa UEFA. Non a caso la vincente della Coppa delle Coppe sfidava la vincente della Champions nella finale di Supercoppa Europea. La decisione sull’ordine di importanza dei tre tornei a cascata andrà a influenzare i criteri di qualificazione e le modifiche da adottare all’Europa League. Dando per scontato lo stesso format per la Champions fino al 2024 (4 posti per le italiane) e le parole di Agnelli che indicano in 32 le squadre qualificate alle tre manifestazioni, sarà proprio l’Europa League a subire un ridimensionamento. Questo potrà inficiare il numero di posti disponibili per ogni federazione, mentre il piazzamento necessario alla qualificazione dipenderà dai criteri relativi alla nuova competizione. Se venisse ripreso il modello Coppa delle Coppe non cambierebbe nulla perché a qualificarsi a quest’ultima sarebbe la vincente del trofeo nazionale e in Europa League invece le squadre immediatamente successive in classifica a quelle con accesso Champions. In caso contrario andrebbe studiato un meccanismo equilibrato tra le sue manifestazioni, per garantire ad entrambe un livello di competitività importante. 

BUDGET E ORARI - L’altro nodo importante da sciogliere sarà quello della suddivisione del budget relativo alle competizioni UEFA. Dalla stagione appena iniziata c’è stato un incremento dei premi per la partecipazione, la qualificazione per ogni turno e addirittura delle somme per ogni singola vittoria o pareggio. L’inserimento di una terza competizione potrebbe far rivedere le cifre in essere della Champions e dell’Europa League anche in base al nuovo ordine di priorità. Importante tema toccato dallo stesso Agnelli è quello della modifica dei calendari, considerando anche gli impegni delle nazionali (Nations League e qualificazioni europee o mondiali). In questo caso però la riforma non è vincolata all’introduzione della nuova manifestazione, essendo già in cantiere da tempo. Dulcis in fundo il problema delle fasce orarie di svolgimento, dato che il martedì e il mercoledì sono occupate dalla Champions, mentre il giovedì dall’Europa League. Con la nuova Coppa delle Coppe tornerebbe di nuovo tutto in discussione, compresa la novità della finestre alle 18,55 per alcune gare di Coppa dei Campioni.

IPOTESI NEO-VINTAGE - Un’ipotesi che ci sentiamo di formulare è di tipo neo-vintage. Format simile alla vecchia Coppa delle Coppe, con stesso livello di priorità rispetto a Champions ed Europa League e vincitrice qualificata alla finale di Supercoppa Europea. Nessun girone all’italiana, ma turni ad eliminazione diretta con gare di andata e ritorno a partire dai sedicesimi (in relazione alle 32 squadre partecipanti). Il massimo numero di gare disputabili finale inclusa è 9, che verrebbero distribuite in modo più omogeneo rispetto a quelle delle altre due manifestazioni: sedicesimi e ottavi tra settembre e dicembre, quarti, semifinali e finale tra febbraio e maggio. Una squadra qualificata per ognuna delle 55 federazioni associate all’UEFA, in particolare la vincitrice della coppa nazionale, in alternativa l’altra finalista in caso questa sia qualificata alla Champions o la prima squadra non qualificata alla Champions nella classifica del campionato nel caso in cui lo siano già le due finaliste. Ben 21 posti nei sedicesimi già assegnati con la qualificazione (alle 21 federazioni con ranking migliore), mentre i restanti 11 da assegnare tramite due turni preliminari: sempre in base al ranking per federazioni, 10 squadre ammesse già al secondo turno che vanno ad unirsi alle 12 vincenti del primo. Una nuova vecchia Coppa delle Coppe che riallaccerebbe il filo interrotto a Birmingham nel 1999, con Nesta ultimo ad averla alzata al cielo.