Lazio-Bayern è Inzaghi contro Flick: storie simili e destini intrecciati

23.02.2021 07:30 di Marco Valerio Bava Twitter:    Vedi letture
Fonte: MarcoValerio Bava-Lalaziosiamonoi.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Lazio-Bayern è Inzaghi contro Flick: storie simili e destini intrecciati

Dovevano essere traghettatori, sono diventati indispensabili. Simone Inzaghi e Hans-Dieter Flick si ritroveranno di fronte sul palcoscenico più importante, si confronteranno sul campo con l’obiettivo di approdare ai quarti di Champions League, ma hanno alle spalle una storia simile. Hansi e Simone sono stati entrambi giocatori della squadra che oggi allenano, tutti e due sono stati chiamati in situazioni d’emergenza ed entrambi hanno poi vinto e convinto da tecnici. La storia di Inzaghi è arcinota ai tifosi della Lazio. Simone gioca con i biancocelesti dieci anni, vince praticamente tutto quello che si può vincere. Smette nel 2009, Lotito lo vuole in società, gli affida gli Allievi Regionali e da lì parte la scalata. Simone passa agli Allievi Nazionali, poi in Primavera nel gennaio del 2014, quando Bollini va ad affiancare Reja sulla panchina della prima squadra. Inzaghi vince due volte la Coppa Italia (una contro la Roma in finale) e si aggiudica anche una Supercoppa Italiana.

LA SCALATA DI SIMONE - Lotito ne apprezza il lavoro, Tare anche, nell’aprile 2016 è lui a prendere in mano le redini di una squadra allo sbando, reduce da un derby perso malamente e senza prospettive in campionato. Simone esordire con la vittoria a Palermo (0-3), segna due volte Klose che oggi è uno dei collaboratori di Flick al Bayern. Poi tre vittorie e tre sconfitte. La piazza è in subbuglio, serve rilanciare, Lotito e Tare cercano un allenatore di grido, un nome che possa infiammare i tifosi. Si tratta con Bielsa, sembra tutto fatto; Inzaghi andrà a Salerno, guiderà i granata e si farà le ossa in Serie B. Tutto apparecchiato. Ma il destino ci mette lo zampino e fa saltare il banco. Il Loco dà un senso al suo soprannome e manda all’aria l’accordo, Inzaghi viene richiamato in fretta e furia a Formello con la squadra che s’è già radunata. La storia di Simone comincia lì e dura fino a oggi: una storia che ha portato in bacheca tre trofei e un ritorno in Champions che mancava da 13 anni. Quella Champions che era stata inseguita, sognata e che ora il gruppo vuole giocarsi - con onore - fino all’ultimo. La fase a eliminazione diretta era obiettivo che la Lazio non raggiungeva da 20 anni, c’era Inzaghi in campo, era il 2000. 

LA GAVETTA - Flick, all’epoca, già allenava. Da lì a pochi mesi Hansi sarebbe passato a guidare l’Hoffenheim sulla cui panchina rimarrà cinque anni. L’esperienza finisce nel novembre 2005, qualche mese di inattività prima di affiancare come vice - ma solo per undici volte - Giovanni Trapattoni al Salisburgo. Ma la nazionale chiama e Flick diventa collaboratore di Joachim Löw nel settembre del 2006, bisogna ricostruire la Mannschaft dopo la delusione del Mondiale di casa terminato in semifinale contro l’Italia. Ricostruire per vincere, un percorso in crescendo che porta - dopo il 3° posto del 2010 - al trionfo del Mondiale di Brasile 2014. Flick rimane nell’organigramma della Germania fino al 2017, poi un’altra esperienza da dirigente nell’Hoffenheim, prima di tornare al Bayern di cui era stato giocatore tra il 1985 e il 1990. Diventa assistente di Nico Kovac, esperienza che però dura poco: il 3 novembre Kovac viene esonerato, il percorso in campionato non convince, ma soprattutto si vocifera di spaccature all’interno dello spogliatoio e di un allenatore non in grado di gestire le grandi personalità presenti in squadra.

I TRIONFI - Viene scelto lui. Hansi ha il compito di traghettare il Bayern: fino a quando? Si parla di Allegri, di Mourinho, nomi altisonanti. Come poteva essere quello di Bielsa a Roma. Flick, però, esordisce in Champions e batte l’Olympiakos e dopo quattro giorni stravince il classico contro il Borussia Dortmund (4-0). Poi due intoppi tra fine novembre e inizio dicembre contro Leverkusen e Gladbach, prima di intraprendere una corsa che - in Bundesliga - si fermerà solo dieci mesi dopo, nel settembre 2020 con la sconfitta contro l’ex Hoffenheim. Nel frattempo Flick vince tutto: Bundesliga, Coppa di Germania e Supercoppa di Germania. Ma è in Champions che Hansi compie il suo capolavoro. Il Bayern è un rullo compressore: sette gol in due partite al Chelsea negli ottavi, otto al Barcellona ai quarti, tre al Lione in semifinale e uno - quello di Coman - al PSG in finale. Poi arriveranno anche la Supercoppa Europa e il Mondiale per club. 

TENTARE L'IMPOSSIBILE - Flick e Inzaghi. Storie simili, eppure diverse. Il Bayern è una corazzata, ha mentalità e talento fuori dal comune, è uno dei club che fanno parte del pantheon del calcio mondiale. Il cammino dei bavaresi in Champions, da quando Hansi siede sulla panchina dell’Allianz Arena, fa spavento: 14 gare giocate e 13 vittorie, un solo pareggio e zero sconfitte. Ma soprattutto 48 gol segnati e solo nove subiti. Praticamente ingiocabile. Il Bayern. A Inzaghi e alla Lazio il compito di provare quello che oggi sembra impossibile. Se c'è qualcuno che può riscrivere la storia quello è Simone. L'ha già dimostrato cinque anni fa...

Pubblicato il 22/02