L'Ambasciatore polacco a Roma Ponikiewsky: "Spero che questa vicenda non diventi un caso diplomatico"

03.12.2013 17:04 di  Matteo Vana  Twitter:    vedi letture
Fonte: Matteo Vana - Lalaziosiamonoi.it
L'Ambasciatore polacco a Roma Ponikiewsky: "Spero che questa vicenda non diventi un caso diplomatico"
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Ieri sera il sit-in organizzato ai tifosi laziali sotto la Farnesina, poi lo sciopero del tifo. Oggi la vicenda è arrivata fino in Parlamento, ma le polemiche sugli arresti dei tifosi laziali a Varsavia non accennano a placarsi. Per fare chiarezza Tele Radio Stereo ha contattato l'ambasciatore Polaccio a Roma Wojciech Ponikiewsky che ha spiegato: "Quello che è successo è abbastanza complesso. Certi problemi sono cominciati alla vigilia, il giorno prima della partita. 17 tifosi laziali, in modo abbastanza aggressivo hanno arrecato disturbi in strada, per poi nascondersi nell'albergo in cui alloggiavano. Questa è la versione che ho avuto dalla polizia polacca. Giovedì pomeriggio, invece, 200 tifosi si sono comportati in modo aggressivo, causando scompiglio anche tra i cittadini, poi hanno attaccato la polizia. Sono state fermate 150 persone, tra cui 136 italiani, e persone di altre nazionalità (polacchi, danesi, albanesi). Il giorno dopo, tutti i tribunali di Varsavia hanno lavorato per ascoltare i fermati. E' stato un grandissimo sforzo della giurisprudenza polacca, perchè non è facile ascoltare tutte quelle persone, con tanto di avvocati e traduttori. Non credo le autorità abbiano fatto firmare un foglio in cui gli arrestati prendevano tutte le colpe dell'accaduto, senza possibilità di difesa. In galera rimangono 22 persone. Noi siamo in contatto con le autorità italiane, che stanno facendo fi tutto per far rilasciare questi ragazzi. Però dobbiamo anche prendere in considerazione che la giustizia in Polonia è completamente libera, il potere politico non ha nessuna influenza diretta sul potere giuridico. Capiamo la sensibilità italiana, credo ci siano delle differenze culturali a livello di percezione delle tifoserie tra Polonia e Italia. Le autorità si sono mosse in modo efficace, l'Ambasciatore Italiano a Varsavia è in contatto con tutte le istituzioni, per aiutare i fermati, e trovare delle soluzioni "più leggere" per questi ragazzi. La polizia polacca è sotto pressione per garantire l'ordine nelle città. Non direi ci sia un legame diretto tra gli eventi dell'11 novembre e quanto accaduto giovedì. Si parla moltissimo di questa vicenda perchè c'è una pressione interna in Italia ad aiutare i cittadini italiani in difficoltà all'estero. E' assolutamente normale, tutti i governi fanno di tutto per aiutare i propri concittadini all'estero. Spero non sia un caso diplomatico, ma che rimanga soltanto un caso giudiziario: non c'è nessuna straordinarietà in questa situazione. Non sono giurista, ma non ho mai sentito di un provvedimento come quello di "identità di gruppo", che qualcuno ha ipotizzato".