ESCLUSIVA - Lazio, Del Nero: "La finale è merito di Sarri, può succedere di tutto"

10.05.2026 18:00 di  Andrea Castellano  Twitter:    vedi letture
Fonte: Andrea Castellano - Lalaziosiamonoi.it
ESCLUSIVA - Lazio, Del Nero: "La finale è merito di Sarri, può succedere di tutto"
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© foto di Federico De Luca

ESCLUSIVA LALAZIOSIAMONOI.IT - Ansia, paura, attesa, emozioni, gioia. I rigori del 2009 contro la Sampdoria sono stati una montagna russa. Lo sa bene Simone Del Nero, che quella finale di Coppa Italia l'ha giocata e vinta con la maglia della Lazio. Intervenuto ai microfoni de Lalaziosiamonoi.it, proprio l'ex difensore biancoceleste ha ricordato quel successo e i momenti vissuti all'Olimpico, commentando anche la sfida che dovrà affrontare la squadra di Sarri il 13 maggio contro l'Inter. Di seguito le sue parole.

Che ricordi hai della Coppa Italia del 2009? I rigori contro la Sampdoria, il gol di Dabo, l'esultanza finale...

“Quando parlo di emotività con i miei ragazzi dell’accademia, cito sempre quello che ho provato durante i rigori di quella finale. Ero il quinto tiratore, ma prima di me ha segnato Dabo e abbiamo vinto. Erano attimi di pressione incredibile, con 60mila tifosi sugli spalti e mezza Italia che ci guardava. Non è stato facile: dalla televisione si vede solo un giocatore che va a calciare, ma non sanno quante emozioni proviamo in quel momento. In porta poi c’era Castellazzi con cui ho giocato insieme a Brescia. Lui mi conosceva, in passato in allenamento gli avevo già tirato qualche rigore. Avevo tanta ansia e paura di sbagliare, anche perché non è facile riprendersi da una finale di Coppa Italia persa per un tuo errore. Alla fine è andata bene ed è stata una bella soddisfazione”.

Per molti dei giocatori presenti in rosa sarebbe il primo trofeo con la maglia della Lazio: quanto è emozionante vincere in biancoceleste?

“Vincere un trofeo a Roma secondo me è diverso rispetto agli altri posti perché lì si parla di calcio dalla mattina alla sera. Ci sono le radio, due squadre, i tifosi sempre presenti al campo e c'è tanto entusiasmo. È una piazza che chiede tanto ai propri giocatori e regalare una gioia così grande è stato molto emozionante. Per me soprattutto è stato bello: era la prima volta che vincevo un trofeo, non mi è successo da nessun’altra parte. C'ero anche in Supercoppa, ma l'ho vista da fuori perché non ho giocato. In Coppa Italia invece sono entrato e l’ho vissuta da dentro al campo, giocando 45/50 minuti compresi i tempi supplementari. Spero che la stessa gioia che ho provato io la ritrovino anche i ragazzi di Sarri in finale”.

Che approccio servirà alla Lazio nella finale contro l’Inter? I nerazzurri sono favoriti...

“L’approccio in finale deve essere sempre propositivo. Non voglio dare consigli: la Lazio ha un grande allenatore come Sarri, è merito suo se ora la squadra si gioca un trofeo perché i giocatori l’hanno seguito. Gli faccio un grande in bocca al lupo: sanno come gestire la competizione e anche come vincerla. Speriamo che vada tutto nel verso giusto e che si giochino la partita a viso aperto senza fare calcoli. L’Inter è una grande squadra, l’ha dimostrato vincendo il campionato. Ma queste sono gare secche in cui può succedere di tutto”.

Andrea Castellano
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Andrea Castellano
Roma, classe 2003. Giornalista pubblicista da ottobre 2023. Redattore e inviato per Lalaziosiamonoi.it. Inviato e speaker per Radio Laziale.