Eriksson&Veron: "Lazio, che momento. Luis Alberto come Juan Sebastian"

18.01.2020 06:40 di Francesco Mattogno Twitter:    Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Eriksson&Veron: "Lazio, che momento. Luis Alberto come Juan Sebastian"

"Avevo firmato un contratto col Blackburn, il mio contratto con la Samp era scaduto. E qualche giorno dopo Cragnotti mi chiamò dicendomi: “Vieni a Roma”. Accettai subito, ma dovevo prima risolvere con gli inglesi: andò tutto bene". Parole di Sven-Goran Eriksson, ex allenatore di una delle più grandi Lazio della storia. Idolo tuttora di centinaia di migliaia di tifosi biancocelesti, intervenuto ai microfoni di Radio Incontro Olympia. "Contro il Napoli grande maglia e grande vittoria. Primo tempo bellissimo, poi è un po' calata. Ma contano i tre punti. Per mantenere questi ritmi fino in fondo la Lazio dovrà lavorare duro e crederci sempre". Con lui era in diretta un altro degli eroi di quella squadra storica, Juan Sebastian Veron.

Dopo le parole del tecnico svedese, la Brujita ha rilasciato una lunga intervista alla radio: "Guardo la Lazio e sono molto contento di come sta andando la squadra, a Roma continuo ad avere tanti amici. La Juve ha più esperienza e una rosa più ampia, ma nel calcio può succedere di tutto. Magari i biancocelesti riusciranno a tenere questi ritmi. Comunque, on mi aspettavo che Inzaghi diventasse un allenatore così bravo. Correa? L'ho visto crescere, ho giocato un anno con lui e lo conosco molto bene. È un ragazzo che non ha limiti di miglioramento. Può diventare ancora più forte di quello che è già, ha grande qualità ed è molto intelligente. Ha tutto e dipende solo da lui dove vuole arrivare. Come è successo a me, la Lazio può essere l'ambiente ideale per farlo migliorare ancora".

GLI ANNI D'ORO - "Nel 2001 la squadra è migliorata nel gioco e nei risultati dopo l'arrivo di Zoff, forse avremmo potuto vincere ancora lo Scudetto e il gruppo lo avrebbe meritato. Ma non lo sapremo mai. La società diede a Eriksson gli elementi per costruire quegli anni d'oro, ma il mister è stato bravissimo. Non era una spogliatoio semplice da gestire ed Eriksson era la persona giusta. C'erano tanti giocatori intelligenti dentro il campo che potevano risolvere la partita in tanti momenti, il mister gestiva lo spogliatoio nel modo giusto. Dando consigli, riprendendoti quando ce n'era bisogno. Era un uomo saggio che vedeva molto più avanti di quello che vedevamo noi, è stato uno delle chiavi di quel periodo d'oro. Un giocatore della Lazio di oggi che mi somiglia? È difficile dirlo, ma Luis Alberto mi piace. È un calciatore che ama spaziare in tutte le zone del campo, non dà punti di riferimento agli avversari e si mette al servizio della squadra. Il mio forte era questo.

RICORDI E FUTURO - "Il gol più bello? La punizione alla Roma nel 2000, ma anche al Valencia in Champions League da metà campo. Il rimpianto più grande è la mancata vittoria della Champions. Avevamo una rosa costruita per vincerla e ci siamo sempre andati vicino, senza mai raggiungere l'obiettivo. Un argentino per la Lazio? Nell'Estudiantes abbiamo tanti giovani di 16/17 anni interessanti, che tra un anno diventeranno pronti per l'Europa. Su tutti penso a Facundo Mura e Nazareno Colombo".

LAZIO, LE ULTIME DA FORMELLO

LAZIO, GLI ANTICIPI E I POSTICIPI FINO ALLA 30ª GIORNATA

TORNA ALLA HOMEPAGE

Pubblicato il 17/01 alle ore 19:15