Lazio, Marroni: "Lotito non ha grandi vie d'uscita, in un anno ci si gioca tutto"
Il giornalista Stefano Marroni è intervenuto ai microfoni di RadioSei sulla situazione della Lazio e sul futuro di Lotito alla guida del club e come Senatore della Repubblica. Di seguito le sue dichiarazioni: "Nella gestione della Lazio di Lotito le cose mancanti sono state sempre le stesse. Per fare un salto di qualità serviva una managerialità che è sempre mancata. Su più fronti, la prima è una politica di ricavi che gli permettesse di crescere. I ricavi anche collegati ad i personaggi che ha avuto. Non ha mai monetizzato il fascino di giocatori come Pedro e Klose. Non siamo mai stati capaci di traghettare la forza dell’immagine di questi giocatori su una realtà più ampia di quella locale. Come se potesse fare da ombra alla figura del Re Sole Lotito che, purtroppo, ora sembra più un Re Mida".
"Ora il contralatare si fonda sul rigetto sportivo e soprattutto morale. C’è un’intero popolo che si è stufato di assistere allo strame dei suoi valori da parte di un personsaggio che non solo non li condivide. Ma che fa di tutto per dimostrare che non è capace. Ora c’è una situazione di cassa davvero molto difficile, evidentemente le cessioni servono per colmare dei buchi e dei disavanzi di gestione".
"E’ probabile che Lotito non è che abbia grandi via d’uscita. Ora si sta giocando tutto sul fatto che conta di potersi candidare e rileggere in Calabria. Sapendo che lì potrà giocare su delle sponde politiche che a livello nazionale e romano non ha più. Noi abbiamo di fronte a noi un periodo di tempo relativamente breve, un anno diciamo, in cui ci si gioca tutto. Se entro questo periodo, questa vicenda non assiste ad un voltare pagina, temo che si entrerà in un ingorgo da cui possa poi essere difficile uscire. Non mi faccio illusioni perchè ritengo che Lotito sia attaccato alla Lazio come unica ragione di esistenza. Per questioni aziendali e di visibilità. Mi auguro che con Malagò le cose cambino. In un mondo in cui si selezionano le persone in relazione alla sua bravura, uno che non è bravo appare sempre più come una figura residuale. La mia speranza è che un insieme di fattori, in un arco di tempo ragionevole, lo induca in un passo indietro“.
