ESCLUSIVA Radiosei - Tacchinardi: “Lazio, con la Juve serve più fame. Milinkovic? Deve diventare un craque”

Pubblicato ieri alle 19.40
24.08.2018 07:10 di Claudio Cianci   Vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
ESCLUSIVA Radiosei - Tacchinardi: “Lazio, con la Juve serve più fame. Milinkovic? Deve diventare un craque”

Sabato la Lazio affronterà la Juventus in un match difficilissimo. Per fare una panoramica sui bianconeri e biancocelesti l’ex calciatore bianconero Alessio Tacchinardi è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Radiosei 98.100. 

RICORDI - “Sono arrivato alla Juventus dopo aver fatto la trafila nel settore giovanile dell’Atalanta: sono diventato uomo ed ho vinto tutto. I bianconeri mi hanno fatto vincere ed è una pagina importante della mia vita”.

MENTALITÀ - “Nella Juve i giocatori passano, la storia e la maglia rimane. La famiglia Agnelli è sempre stata determinata e desiderosa di vincere. Quando vai alla Juve si respira la fame di vincere. Pjanic è un esempio di come questa cosa ti fa cambiare: era partito da talento discontinuo, ora è un talento indiscusso. Questa è la mentalità che si respira. Non si stacca mai, alla Juve un pareggio può già essere interpretato come una tragedia”. 

“JUVE PARI A BARCELLONA E CITY - “La Juve è più forte, forse, di altre squadre di Champions. Oggi non saprei dirti se il Real Madrid sia più forte della Juventus. Le due squadre che possono competere con la Juventus sono il Manchester City e il Barcellona. I bianconeri sono pari a queste due squadre. Ora bisogna trovare solamente la condizione. Era normale che a Verona potesse faticare contro il Chievo. La Champions però non deve diventare un’ossessione. Sarebbe un peccato comunque se la Juventus non arrivasse quantomeno in semifinale”. 

INTER - “L’Inter mi ha deluso, doveva essere l’anti Juve in campionato. Dopo aver fatto un mercato clamoroso ha fatto quella brutta partita contro il Sassuolo. Fermo restando che è la più forte dopo i bianconeri. La Juve rimane nettamente più forte, le altre però devono pedalare perché si sono rafforzate e questo campionato devo dire che è pieno di grandi giocatori”. 

LAZIO - “La Lazio mi è sempre piaciuta ed ho sempre simpatizzato per i biancocelesti visto che hanno una tifoseria pazzesca. Ha un presidente determinato, un ds come Tare e un allenatore fra i più bravi, però Inzaghi deve imparare a cambiare qualcosa. La Lazio visto quanto si sono rafforzate le altre deve fare di più. L'anno scorso aveva fame ed era aggressiva. Nella partita con il Napoli la squadra ha un po’ mollato. Ritengo possibile che sia una questione fisica visti gli elementi che ha. Questo sabato vedremo se la Lazio sarà ancora quella con la ferocia dimostrata lo scorso anno. Secondo me i biancocelesti non si sono rinforzati perdendo de Vrij e Felipe Anderson. Sono curioso di vedere Simone come riuscirà a gestire questa squadra”. 

BADELJ - “Badelj è una soluzione che può essere di aiuto. Forse però in campo aperto un elemento come Felipe Anderson poteva spaccarti la partita. Poi il campo dimostrerà il lavoro in sede di mercato”. 

FAME - “La sensazione che ho avuto nel secondo tempo contro il Napoli è quella di una Lazio che ha un po’ perso la voglia di mangiare il campo. Solitamente i biancocelesti triplicavano gli avversari. Tutto però passa dalle motivazioni, non so se questa squadra si aspettava dalla società un elemento importante. Luis Alberto sicuramente dovrà salire di condizione. Sabato dovrà reggere l’urto contro una squadra che scenderà avvelenata in campo. Vedremo si i biancocelesti avranno la forza". 

MILINKOVIC - “Milinkovic è il vero dilemma di questa squadra. Ho visto tanti elementi esplodere in Italia. Lui dovrà avere la forza mentale per superare le pressioni forti che ti arrivano dalla società e dalla tifoseria, che si aspettano da lui delle prestazioni sopra le righe. Dovrà fare spesso la differenza. Specifico che a me piace da morire. Lui dovrà dare qualcosa in più quest’anno e dimostrare di essere un craque”.

 CHE SCONTRI QUANDO GIOCAVO CON LA JUVE - “Gli scontri che facevamo in quegli anni erano clamorosi. C’erano giocatori pazzeschi. Ora la Juventus è tornata e i biancocelesti sono tornati ad alti livelli grazie ad un presidente che lavora duro e un ottimo direttore sportivo”.

CONSIGLI - “Inzaghi è un grande allenatore, ma se fossi io l’allenatore della Lazio andrei lì a giocarmela. Avere una presunzione positiva senza fare il fenomeno. Andrei a fare la partita, poi ci può stare di perdere. Magari giocarsela per poi uscire dal campo con delle certezze”.