Lazio | “Poliziotti più sorpresi di noi”: parla l’autore della coreografia censurata

18.03.2026 20:00 di  Andrea Castellano  Twitter:    vedi letture
Lazio | “Poliziotti più sorpresi di noi”: parla l’autore della coreografia censurata

Lunga ricostruzione della redazione de Il Fatto Quotidiano per quanto accaduto sugli spalti prima di Lazio - Milan. In Tribuna Tevere, infatti, sarebbe dovuta comparire la parola 'Libertà', bloccata però a circa un'ora dal fischio d'inizio. “Domenica sera eravamo in Tribuna Tevere, all’Olimpico, per montare la coreografia per Lazio - Milan. Eravamo stati lì anche sabato per fare le prove, come sempre accompagnati dai poliziotti, che da anni sono sempre gli stessi, li conosciamo", a parlare è Marco Delli Santi, artista poliedrico e tra gli autori di alcune delle più importanti coreografie del tifo biancoceleste. "Alle 19.35, mancava poco più di un’ora alla partita, mi ha chiamato Claudio, lo Slo (Supporter liason officer, l’addetto alle tifoserie, ndr) e mi ha detto: ‘Ma che avete scritto libertà? Dovete togliere quella scritta. Era tutto già pronto. I poliziotti erano più sorpresi di noi, i responsabili della curva hanno deciso di rinunciare anche per non creare disordini”, ha continuato. 

La società non ne sa nulla: "Noi siamo terzi, ci tirano per la giacchetta”, scrive Il Fatto Quotidiano. Ma tra i tifosi si racconta che un poliziotto “ha indicato con la mano verso il cielo, come a dire che l’indicazione veniva dall’alto”. Nessuna conferma da parte di Lotito che "non risponde", si legge nell'articolo. Fonti informali della polizia, inoltre, spiegano che qualcuno sosteneva che la parola 'Libertà' si sarebbe poi trasformata in 'Liberala', come un 'Libera la Lazio'. Delli Santi, però, ha spiegato che tutto questo non è realizzabile: "Tecnicamente impossibile cambiare la scritta con lo stadio pieno”. Attraverso una nota dell'Adnkronos, “fonti vicine all’organizzazione dell’evento” avrebbero fatto sapere che “la coreografia da esporre in Tribuna Tevere è saltata perché difforme da quanto comunicato”, cioè “il contenuto specifico, da un controllo effettuato dal personale steward a poche ore dalla gara, è risultato essere difforme da quello comunicato ed autorizzato”. In via informale, la Questura ha confermato questa ricostruzione.

I tifosi però avevano inviato chiaramente la richiesta di autorizzazione alla polizia alle 20.21 di venerdì 13 marzo, come riporta Il Fatto Quotidiano. Nel testo infatti si legge che “la coreografia di Lazio-Milan non sarà dedicata al signor Lotito, non ci sarà nessun riferimento alla sua persona. La Curva Nord celebrerà l’importanza della figura del tifoso laziale come difensore della lazialità attraverso un telo centrale e come sfondo lo stemma della Ss Lazio composto da cartoncini. Nella parte bassa sul parterre ci sarà uno striscione di 50 mt con la scritta: scudo e spada della Lazio e della sua gente. La Tribuna Tevere proporrà una scritta nella parte alta che propone un messaggio di speranza e amore”. La parola 'Libertà' è stata quindi considerata "difforme" dalla richiesta secondo la Questura, che sottolinea che bisogna specificare tutto con precisione e parola per parola, rispondendo in modo categorico alla versione dei tifosi secondo cui striscioni e scenografie vanno indicate in modo generico "per proteggere l’effetto sorpresa".

Non è ancora chiaro, però, perché la scritta sia stata vietata solo a un'ora dalla partita, e soprattutto perché le prove siano andate avanti tranquillamente nella giornata di sabato: "Lì siamo stati sempre con la polizia. Abbiamo tracciato i contorni delle lettere con il nastro bianco e rosso attorno ai seggiolini, dove dovevano andare i cartoncini bianchi e azzurri per comporre la parola ‘libertà’. Magari da vicino no, ma dalla Monte Mario si potevano leggere i contorni delle lettere. Evidentemente Lotito non aveva letto”, ha concluso ipotizzando Delli Santi.