Serie A, ecco il protocollo "modello Uefa": più tamponi nelle trasferte e test centralizzati

I medici di Serie A potrebbero sottoporre alla Figc una variazione dell'attuale regolamento, optando per il protocollo "modello Uefa".
11.10.2020 09:15 di Elena Bravetti Twitter:    Vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Serie A, ecco il protocollo "modello Uefa": più tamponi nelle trasferte e test centralizzati

I medici della Serie A, che venerdì si sono riuniti insieme al presidente della Fmsi, potrebbero sottoporre alla Figc, e in seguito al Cts, una variazione dell'attuale regolamento in materiale di Covid-19. Si tratterebbe, riporta la consueta rassegna stampa di Radiosei, di un protocollo più simile a quello della Uefa

DOPPIO TAMPONE - La Federazione, dopo sforzi significativi, ha ottenuto l'ok per sottoporre i gruppi squadra a tamponi non più ogni quattro giorni, come stabilito a giugno, ma 48 ore prima della gara. Peccato che, nelle ultime settimane, i numeri dei contagi in Italia siano drammaticamente aumentati. Ecco perché qualche club, anche durante la sosta, ha svolto in autonomia un "giro" di test molecolari. Restando così le cose, i club che giocheranno le coppe europee non avranno problemi, proprio perché più frequentemente controllati. Ma le altre? L'ideale sarebbe ottenere la validazione per test meno invasivi. I medici di A starebbero pensando alla soluzione adottata dalla Uefa: le squadre che giocano in casa svolgono il tampone il giorno prima dell'incontro, quelle impegnate in trasferta lo fanno il giorno prima di partire e appena atterrate nel nuovo Paese. 

TEST CENTRALIZZATI - All'Uefa tutto questo è possibile poiché è stato scelto un terzo ente che fa svolgere a tutte le società i test. Si tratta di SynLab, presa in considerazione come nuovo partner della Serie A prima che l'idea fosse accantonata a causa degli alti costi. Adesso i medici sociali avrebbero riproposto la soluzione di centralizzare i tamponi, con lo scopo di agevolare il lavoro e dare alla Lega un ruolo di maggior controllo. 

LA BOLLA - La battaglia dei responsabili sanitari, infine, si gioca in particolar modo sui comportamenti scorretti, infiltrati nella quotidianità dei calciatori. Saranno i dottori a ribadire la necessità di tutte le misure di prevenzione da adottare nei centri sportivi, ma anche a casa. A coloro che non vogliono la famosa "bolla" in stile Nba sarà chiesto di evitare cene e serate in giro per locali. Anche perché, con la riapertura delle scuole, il rischio contagio già esiste tra le mura di casa. L'infettivologo Matteo Bassetti, infine, è stato chiamato a far parte della commissione medica nazionale dell'Aia.

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