Pazza Lazio a Marassi: domina e poi si complica la vita, ma la Samp è battuta

06.12.2021 07:30 di Marco Valerio Bava Twitter:    vedi letture
Fonte: MarcoValerio Bava-Lalaziosiamonoi.it
Pazza Lazio a Marassi: domina e poi si complica la vita, ma la Samp è battuta
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Un altro pomeriggio sulle montagne russe, un altro pomeriggio illogico di una squadra umorale, istintiva, incapace sembra di tenere la spina attaccata con continuità. E così la Lazio gioca un primo tempo sontuoso, da antologia, in cui umilia la Sampdoria, segnando tre gol e dando una sensazione di netta superiorità, salvo poi regalare una ripresa da far studiare a qualche specialista. Passiva, nervosa, incapace di concludere verso la porta di Audero. Merito di Strakosha se la Samp non torna in partita prima dell’88’, colpa di Milinkovic che cade nella trappola di un arbitro mediocre come Fabbri e si fa mandare fuori al 67’, colpa di una squadra mentalmente davvero troppo ondivaga. La Lazio comunque vince, batte la Samp 1-3 e aggancia la Roma a quota 25 punti. 

DOMINIO LAZIO - Orgoglio, dimostrare di non essere quelli visti a Napoli e nel primo tempo contro l’Udinese. Sarri chiedeva una reazione, la Lazio lo accontenta. Il primo tempo biancoceleste è una sinfonia praticamente perfetta, nella quale si esaltano i big, ma anche coloro che fino a questo momento non avevano ancora dato segnali di spessore. Si esalta Milinkovic-Savic che, dopo sette minuti dal fischi d’avvio, raccoglie un assist di Zaccagni e col sinistro batte Audero sul primo palo. Fondamentale pure Immobile che lavora sulla profondità, ha la meglio nel contrasto con Ferrari e scarica sull’ex Hellas che è poi rapido di pensiero nel vedere subito la giocata per il 21. La rete del vantaggio sblocca anche mentalmente la Lazio che trova certezze e distrugge invece le poche sicurezze dei blucerchiati. Dieci minuti, altro errore di Ferrari a metà campo, Milinkovic innesca Zaccagni che si fa beffe di Bereszynski e in caduta riesce a far filtrare la palla per Immobile che con il sinistro, in diagonale, trova l’angolo e fa dodici in campionato. La Sampdoria è frastornata, fatica a imbastire una reazione, la Lazio è padrona del campo, gestisce il possesso senza problemi, Pedro è il solito motorino, capace di farsi trovare tra le linee, giocata per Zaccagni e cross al centro dove Immobile svetta più alto di Chabot e Ferrari, ma Audero è attento e dice no. È il preludio al tris biancoceleste, ennesima giocata di Zaccagni che premia la corsa di Marusic, scarico del montenegrino su Milinkovic che di prima serve Immobile, Chabot viene beffato dal movimento di Ciro che lascia scorrere e poi col destro incrocia e batte Audero per la seconda volta. Marassi fischia, i 600 laziali esultano, lo spettacolo offerto dalla Lazio è di primo livello.

UN ALTRO COPIONE - Tanti i cambi a inizio ripresa. D’Aversa ribalta la Samp, toglie dal campo Quagliarella, Verre e Ferrari e manda in campo Caputo, Dragusin e Adrien Silva. Nella Lazio fuori Immobile, sofferente per un colpo al ginocchio e dentro Muriqi. Il kosovaro a caccia di un gol che in campionato manca da quasi 11 mesi. La Samp si affaccia dalle parti di Strakosha al 50’, duetto tra Gabbiadini e Adrien Silva, destro del portoghese dai venti metri che però non impensierisce il portiere della Lazio. Molto più pericolosi i blucerchiati due minuti dopo: Hysaj sbaglia i tempi di uscita sulla destra, Augello trova Adrien Silva che con una bella giocata fa filtrare la palla per Thorsby, destro dall’interno dell’area di rigore, ma Strakosha è bravissimo e para a terra. Bravissimo l’albanese anche su Gabbiadini che incorna sul cross di Bereszysnki, ma trova un super intervento del portiere classe ’95. Gestisce le forze Sarri, anche in vista di giovedì, fuori Pedro e Cataldi, dentro Felipe Anderson e Leiva. La Lazio della ripresa, però, non è quella vista nel primo tempo, più passiva e nervosa. Uno scenario inspiegabile, considerando il triplo vantaggio. E così al 67’ Fabbri e Milinkovic diventano protagonisti in negativo. Il serbo viene trattenuto vistosamente da Adrien Silva, Fabbri sbaglia e non fischia, il laziale si innervosisce e comincia a protestare platealmente con il direttore di gara. Passano pochi secondi e Sergej commette fallo su Augello, Fabbri lo ammonisce e il serbo riparte con le proteste, il direttore di gara non perde l’occasione ed estrae il secondo giallo. Rosso per Milinkovic e Lazio in dieci. Passa al 4-4-1 Sarri che poco dopo inserisce Lazzari e toglie uno stanco Zaccagni. In superiorità numerica la Samp ci prova, tenta di accorciare le distanze e rendere meno pesante il passivo. La squadra di D’Aversa si rende pericolosa praticamente solo da palla inattiva e su una punizione da sinistra di Candreva, Yoshida svetta più alto di tutti, ma manda alto da buona posizione. Il gol è nell’aria e arriva all’89’, Felipe Anderson non va in pressione sul nuovo entrato Ciervo che crossa al centro e trova Gabbiadini che si gira e batte Strakosha. La Samp a questo punto ci crede, la Lazio sbaglia la pressione e concede a Ekdal il tiro dai venti metri, palla fuori di poco. Biancocelesti in apnea totale e Strakosha deve superarsi ancora su Gabbiadini e poi è veloce nell’andare a riprendere una palla che balla nell’area piccola dopo un altro tiro di Ekdal rimpallato da Luiz Felipe. Umorale, illogica, la Lazio si conferma incapace di far vivere pomeriggi tranquilli ai suoi tifosi. Ma quantomeno, a Marassi, arrivano tre punti. 

Pubblicato il 5/12 alle ore 20