Giletti: "Caso tamponi? È una vicenda grave, ma non è colpa della Lazio"

07.11.2020 11:30 di Andrea Marchettini   Vedi letture
Fonte: Andrea Marchettini - Lalaziosiamonoi.it
Giletti: "Caso tamponi? È una vicenda grave, ma non è colpa della Lazio"

Alla vigilia di Lazio - Juventus, la redazione de Lalaziosiamonoi.it ha contattato in esclusiva il giornalista e conduttore televisivo (nonché noto tifoso bianconero) Massimo Giletti. Che ha analizzato insieme a noi la sfida di domani, senza tralasciare il tema che è al centro del dibattito sportivo di questi giorni: la questione relativa ai tamponi di Formello. "Temevo che la partita fosse di sera, almeno non potrò soffrire durante la mia trasmissione (Non è l'Arena, su La7 ndr.) che va in onda proprio domenica sera. La Juventus è alla prova della verità. Di fronte ci sarà una squadra che gioca ad alto livello da diversi anni. Non sarà semplice, ma soprattutto darà indicazioni importanti, non tanto nei numeri ma psicologiacamente: una sconfitta a Roma avrebbe implicazioni sul futuro".

CASO TAMPONI: "E' una vicenda grave. Ci devono essere delle norme indiscutibili: poche regole, ma che vadano rispettate. Era già successo anche con Hakimi, ma questa storia merita maggiore attenzione. Io ho sentito anche le dichiarazioni del dottor Pulcini, ma penso una cosa: ci deve essere un solo criterio. Magari ha ragione il medico della Lazio, io questo non lo so perché non ho gli strumenti per dirlo, ma dico solo che le regole devono essere ferree e intoccabili. Dopo il caso di Juve-Napoli, eccoci alla seconda lacuna. Forse sarebbe il caso di essere più precisi".

LABORATORIO UNICO: "Non ci devono essere margini di interpretazione alla norma. Altrimenti ogni squadra e ogni medico possono valutare a proprio piacimento. Il protocollo deve esser rigido. Laboratori privati per ogni squadra? Questa è un'altra cosa che non va bene. Per l'integrità del calcio serve un unico centro che elabori i dati e che faccia i tamponi. O al massimo un unico mudus operandi: stessi standard per ogni città. La credibilità dei privati non mi convince, i laboratori devono essere pubblici, perché così non c'è alcun tipo di interesse. Qui la colpa non è di Lazio, Inter o Juve. Il problema va affrontato seriamente da tutti".

CALCIO E COVID: "Con dei protocolli molto rigidi non credo che il campionato possa subire una battuta di arresto. La Serie A lo sta facendo e quindi non credo ci sia il rischio. Poi se dovesse fermarsi anche il calcio, per me sarebbe una sconfitta del mondo occidentale. Che secondo me ha creato una pandemia emotiva pesantissima. La mia teoria è che non si è investito per decenni nella sanità e ora paghiamo questo. Dopo quello che è accaduto a marzo il mondo non può farsi trovare impreparato".

PIRLO: "Oltre ad essere nuovo, si è trovato costretto a crearsi una squadra nuova. C'è una doppia difficoltà, quella di essere nuovo e quella di costruire una formazione diversa rispetto al passato. La storia insegna che i grandissimi giocatori abbiano un vantaggio, che è quello di saper gestire le pressioni. Pirlo è stato un grande e ha vinto tutto, ora però serve il tempo. I meccanismi vanno oliati negli allenamenti. La società, se doveva cambiare, ha fatto bene a tentare una linea nuova".

SARRI: "E' arrivato in una stagione difficilissima, quella in cui era complicato anche allenarsi a causa del Covid. Era una Juve con molti uomini acciaccati, senza Chiellini. Probabilmente Sarri meritava più tempo, ma quando si arriva a una decisione così drammatica c'è sicuramente qualcosa di importante. Sarri ha vinto, ma è evidente che non si sia creato il giusto clima. Se una società come la Juve decide di cambiare ha avuto le sue motivazioni. Dall'esterno sono scelte criticabili, ma non devono essere considerate tali".

LAZIO: "Quando arrivò Inzaghi e c'erano molti interrogativi su di lui, io dissi che era la scleta migliore. All'epoca erano in pochissimi a puntare su di lui, ma io ci ho sempre creduto perché conosce bene l'ambiente, perché ama la Lazio e perché è un ragazzo intelligente. Mi fa piacere vedere il lavoro che sta facendo. Complimenti a lui e complimenti a Tare".

MERCATO: "Certo, io avrei preso Godin in difesa. Non vedo la necessità di aver preso Muriqi, perché la Lazio aveva già un attacco importante con Immobile, Caicedo e Correa. Sinceramente avrei puntato su Godin in difesa a costi anche più bassi". 

LOTITO: "E' stato uno dei pochi presidenti che ha vuto il coraggio di denunciare un sistema di criminalità organizzato all'interno di una curva. Lo portai anche in trasmissione da me quando venne scortato. Inoltre Lotito ha salvato la Lazio da un fallimento e l'ha portata ad essere la seconda squadra italiana negli ultimi anni per trofei vinti. Poi può piacere e non, ma per criticarlo ci vuole coraggio".

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