ESCLUSIVA Radio Sei - Doppio ex Bonanni: "Vestire la maglia biancoceleste è tutta un'altra cosa... La Lazio merita la Champions"

02.03.2011 20:28 di Valerio Spadoni  articolo letto 5385 volte
Fonte: Valerio Spadoni - lalaziosiamonoi.it
ESCLUSIVA Radio Sei - Doppio ex Bonanni: "Vestire la maglia biancoceleste è tutta un'altra cosa... La Lazio merita la Champions"

Tifoso della Lazio ma cresciuto calcisticamente nella Roma. E’ la storia di Massimo Bonanni, attuale centrocampista del Pescara. Nato nella capitale il 10 giugno 1982, circa un mese prima della storica, indimenticabile finale mondiale in quel di Madrid, Bonanni è intervenuto ai microfoni di Radio Sei all’interno della trasmissione “9 gennaio 1900” per esporre il suo pensiero sulla delicata ed affascinante sfida di domenica sera tra la Lazio e il Palermo: “Sarà una partita durissima, il Palermo viene da una sconfitta incredibile e avrà voglia di rivalsa ma la Lazio deve assolutamente fare punti per raggiungere la Champions. Auguro ai giocatori di vincere domenica sera”. Ha militato nel club rosanero nella stagione 2005-’06 prima di vestire la maglia della Lazio, la sua squadra del cuore: “Di quell’esperienza ho un ricordo bellissimo, anche se è durata solo sei mesi. Mi ritrovai dal giorno alla notte a vestire la maglia della Lazio, che per me era un qualcosa di incredibile, avendo trascorso dieci anni nel settore giovanile della Roma.La trattativa è stata lunghissima, ho firmato il contratto soltanto l’ultimo giorno di mercato. Al mio arrivo ho dato tutto me stesso, purtroppo però fisicamente non ero al meglio, a differenza del resto della squadra. Essere approdato nel mese di gennaio alla Lazio è una scelta che non rifarei per il semplice motivo che il presidente Lotito mi aveva detto che sarei potuto approdare a Roma sei mesi più tardi. E’ stata un’esperienza unica, svegliarmi la mattina del primo giorno a Roma e vedere la maglia della Lazio, è stato un colpo al cuore”.

Da Laziale, come si vive a Pescara? “Non è semplice. Purtroppo le due tifoserie hanno avuto problemi in passato ma io comunque la vivo molto tranquillamente. Sono un giocatore del Pescara e di conseguenza, al di là del tifo che una persona può avere per una determinata squadra, cerco sempre di dare il massimo. Spero che i tifosi apprezzino la mia professionalità”.

Roma e Palermo, due piazze totalmente diverse tra loro. Quali sono le differenze? “Come dice Reja, il tifoso laziale non si accontenta mai. La squadra quest’anno sta dimostrando, domenica dopo domenica di essere competitiva e di meritarsi il quarto posto. Il tifoso spera sempre che la squadra vinca, per tornare nell’Europa che conta, anche se momenti di flessione sono normali. Roma quindi, per chi ci lavora è un ambiente molto difficile a differenza di Palermo dove l’unica pressione è la figura del suo presidente Zamparini. A livello di pressione quindi c’è un vero e proprio abisso però giocare a Roma con la maglia della Lazio è tutta un’altra cosa”.

Sono diversi anni che il Torino, società blasonata e con un presidente che investe ogni anno del denaro, non riesce mai ad essere protagonista. Secondo te per quale motivo? “Credo che non si debba dare la colpa al presidente, il quale ha sempre fatto il suo dovere. Ho molti amici che giocano al Torino e mi dicono che l’ambiente è difficile, c’è pessimismo intorno alla squadra e alla società. Il Toro è una società importante ma fa fatica perché il campionato di Serie B è molto difficile. Nella serie cadetta per vincere devi essere al top fisicamente, i nomi contano poco”.

Hai detto che saresti diventato un giocatore della Lazio a giugno, perché allora sei rimasto in biancoceleste solo sei mesi? “Parlai con il presidente dicendogli che secondo me non c’erano più i presupposti per rimanere. Rossi voleva cambiare modulo, voleva giocare con il 4-3-1-2, un tipo di centrocampo che non combaciava con le mie caratteristiche”.

Sei dell’opinione che i giocatori facciano il modulo o viceversa? “Penso che l’allenatore si debba adattare ai giocatori di cui dispone, deve riuscire a metterli nei ruoli in cui poi riescano a dare il massimo, ad esempio come fece Rossi con Mauri quando lo impiegò da trequartista”.

Ti ricordo con la maglia numero dieci. A proposito di numeri dieci cosa ne pensi del momento che sta vivendo Zàrate e soprattutto dove può arrivare questa Lazio? “La Lazio ha dimostrato di meritarsi il posto che occupa in classifica. La squadra è compatta, concreta e può fare bene fino alla fine. Zàrate è un grande giocatore, uno dei più forti della Lazio, che si deve mettere però al servizio della squadra. Se Reja non lo fa giocare un motivo ci sarà”.