Lazio, Sarri: "Voglio risposte sul campo, non a parole. Mentalità? Colpa dell'ambiente"

28.11.2023 07:30 di Daniele Rocca Twitter:    vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
Lazio, Sarri: "Voglio risposte sul campo, non a parole. Mentalità? Colpa dell'ambiente"

FORMELLO - Alla vigilia del match di Champions League contro il Celtic, il tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, parlerà in compagnia di Pedro all'interno della sala stampa del centro sportivo. Segui la diretta scritta su Lalaziosiamonoi.it.

Che segnali ha avuto dalla squadra dopo la sconfitta di Salerno?

"Non voglio avere segnali ora, voglio averli domani. Abbiamo perso una partita per superficialità e per mancanza di determinazione, in maniera brutta. La squadra deve rispondere, non a parole ma sul campo".

C'è stato intervento della società?

"L'intervento l'ha fatto Fabiani, in maniera bella tosta. Sono contento, secondo me ce n'era bisogno. Intervento bello, mi è piaciuto".

Tra gli aspetti che non hanno funzionato, cosa ti aspetti che possa migliorare? Ci si aspetta qualcosa di più dalla vecchia guardia?

"Ormai bisogna resettare, non ci sono vecchi e nuovi. Non ci sono remore sotto ogni punto di vista. Inutile parlare di tattica. La tattica è un aiuto nel momento in cui le altre componenti sono allo stesso livello degli avversari, se vengono a mancare non c'è tattica che tenga".

Lazio troppo prevedibile?

"Luoghi comuni che non hanno motivo di esistere. Il Barcellona ha dominato per dieci anni giocando sempre nello stesso modo. Sono discorsi da bar non mi appartengono".

Ha notato durante il ritiro qualcosa di diverso rispetto agli scorsi anni?

"Il ritiro è stato fatto su un buon livello, dopo è cambiato qualcosa. Durante il ritiro il livello della squadra era assolutamente buono".

Cosa si aspetta dal Celtic?

"Non è una squadra semplice da affrontare. Non ci dobbiamo illudere dei risultati negativi in trasferta, sono stati condizionati dall'inferiorità numerica in entrambe le gare. Sarà una partita complicata per noi".

Cosa fa un allenatore prima di una partita così delicata?

"Quello che dovevo dire alla squadra l'ho detto ieri, ora bisogna ricompattarsi senza pensare a quello che è successo a Salerno. Speriamo che l'atmosfera della Champions ci dia quel qualcosa in più".

Come si può riuscire a risolvere questa situazione della mentalità? L'infermeria?

"La mentalità dipende da duemila fattori. Probabilmente a livello ambientale qualcosa trasmette poco, è difficile capire il motivo. Se cambiano calciatori e allenatori ma rimane sempre lo stesso livello, vuol dire che il problema è ambientale".

Infortuni?

"Zaccagni fuori, Romagnoli fuori, Casale in miglioramento mentre Rovella sta meglio".

Termina la conferenza di Sarri.

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Ora tocca a Pedro rispondere alle domande.

Quali insidie ci saranno domani?

"Sarà una partita molto difficile, loro sono fisici e giocano bene con la palla. Domani sarà un'altra finale per noi e allo stesso tempo un'opportunità per ritrovare il miglior gioco. Speriamo di andare avanti ritrovando la vittoria".

Cosa ti piace del Celtic?

"Hanno giocatori importanti, esperti. Sono una squadra difficile da battere, hanno un bel gioco con il pallone. Lo abbiamo visto già nella partita d'andata, vedremo domani come stanno".

Cos'è che manca ogni anno? Cosa manca a voi attaccanti?

"Difficile trovare i motivi. Stiamo lavorando bene, ovviamente c'è qualcosa che non va rispetto all'anno scorso. Contro le squadre di meno nome non abbiamo lo stesso rendimento, non riusciamo a prendere la partita in mano. Dobbiamo fare autocritica e tornare all'inizio, alle cose basiche. Ci serve un po' di fiducia e poi dipende tutto dal risultato. Abbiamo la pressione di dover vincere per forza, ma non dobbiamo guardare la classifica e guardare la partita per partita, anche se per noi il margine d'errore è molto basso, soprattutto in campionato".

Per tirare fuori il carattere, quanto incide il pubblico di casa?

"I tifosi sempre stanno con noi, anche quando andiamo male. Questo è un momento difficile, dopo la partita con la Salernitana abbiamo parlato con loro. Se loro stanno con il fuoco dentro sono un uomo in più per noi in campo, per noi è un aspetto fondamentale".

Come ti sei trovato a giocare contro squadre scozzesi?

"Sarà molto difficile per noi, loro giocano forte, sempre nella mia carriera ho giocato contro squadre così che vengono dalla Scozia. Loro non saranno un'eccezione. Sarà una partita tosta, cercheremo anche noi di fare una partita dura e prenderci questa vittoria".

Ci racconti la gioia del gol al Celtic Park?

"Per me è stato speciale. Segnare è sempre molto bello con la maglia della Lazio, lo stesso in Champions, ancora di più all'ultimo minuto. Poi la festa sotto il settore con i tifosi della Lazio, speriamo di vivere un'altra serata così speciale".

Sull'inserimento dei nuovi...

"Sempre cerchiamo di fare il meglio di quello che ci chiede Sarri, ogni partita dipende dall'avversario. Sui nuovi li vedo molto bene, sono tutti forti. Stanno giocando molto bene, anche se il primo anno è sempre molto difficile. Cambia tutto, dalla lingua all'idea di gioco. Il margine di miglioramento c'è, quindi io sono molto tranquillo. Tutti voglio vincere, per noi che siamo qui da più tempo è qualcosa che ci aiuta".

Come avete recepito il messaggio del mister?

"È una persona speciale, lui è un perfezionista. C'è un po' di frustrazione, ma penso che sia speciale per questa squadra e spero che possa rimanere qui per tanto tempo perché lui può far fare il salto alla squadra. Quando i risultati non arrivano sembra tutto un dramma, ma noi dobbiamo cercare di dare tutto il campo. Se lavoriamo dando il massimo poi i risultati arriveranno, non penso che sia Sarri il problema, ho fiducio in questa squadra".

Sul tuo futuro...

"Io qui sto molto bene, ovviamente la mia famiglia è in Spagna, ma non è una cosa che condiziona. Ho questo anno di contratto dopo dovremo parlare con la società, ma ora non ci penso. Voglio finire bene con la squadra e per questo lavoro ogni giorno per aiutare la squadra".

Vi siete dati una spiegazione dei pochi gol fino a questo momento?

"Non lo so perché sta succedendo. Sappiamo che dobbiamo migliorare, forse è anche una questione di gioco. Sotto tutti gli aspetti stiamo lavorando tutti i giorni. Non ci dobbiamo nascondere, dobbiamo fare autocritica. L'anno scorso eravamo forti in avanti, quando ci capitava un'occasione andava nello specchio della porta, quest'anno non succede. Dobbiamo cercare di essere più aggressivi".

Termina anche la conferenza di Pedro.

Pubblicato il 27/11