Perez: "Superlega? Magari anche con Roma e Napoli. Salviamo il calcio"

Le parole del presidente del Real Madrid e della Superlega in difesa della neo nata competizione.
20.04.2021 08:00 di  Leonardo Giovanetti  Twitter:    vedi letture
Perez: "Superlega? Magari anche con Roma e Napoli. Salviamo il calcio"
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Florentino Perez, presidente del Real Madrid, ha parlato al programma spagnolo El Chiringuito de Jugones del progetto della Superlega europea, annunciato ieri: "I calciatori devono stare tranquillissimi, non succederà nulla di quanto detto dalla UEFA. La UEFA è un monopolio, deve dire le cose come stanno ed essere trasparente, non hanno una bella immagine nella storia, recente o meno. Noi abbiamo fatto un comunicato per parlare con loro e vedere che succedeva. Loro dicono che la nuova Champions inizierà nel 2024, ma nel 2024 saremo morti. Siamo in un momento di enorme difficoltà. Il calcio per colpa della pandemia ha perso 5 miliardi di euro. Noi 100 milioni in tre mesi un anno fa e 300 in questa stagione. Bisogna far qualcosa, bisogna cambiare. I giovani stanno perdendo interesse nella competizione e bisogna far si che si riaggancino al prodotto. Per farlo bisogna cambiare, così come si fece negli anni 50 quando Santiago Bernabeu ideò la Coppa d’Europa e ha cambiato la storia del calcio, ora succederà lo stesso. Sono tre anni che lavoriamo a questo progetto, la pandemia ci ha costretti ad accelerare i tempiCi sono squadre che hanno perso tutto in un anno, in Italia, Inghilterra e Spagna. La minaccia di qualcuno che confonde il monopolio con la realtà, non esiste. Noi siamo disponibili a dialogare, abbiamo creato un formato per salvare il calcio.

CHAMPIONS - "Nè il City, né noi, nessuno verrà escluso dalla Champions, e nemmeno dalla Liga. L’unico modo per sopravvivere è generare nuovi introiti, che al momento possono arrivare solo dal mercato televisivo. L’attuale Champions League non è attrattiva, lo diventa solo in marzo, la gente non vuole vedere partite contro squadre modeste. Ci sono 4 miliardi di potenziali tifosi che vogliono veder giocare i grandi club. Se questi grandi club vanno bene e incassano possono poi condividere quanto incassato con i club modesti, perché noi ragioniamo in termini di valori e di solidarietà. Hanno detto che è un progetto da ricchi per ricchi che renderà i poveri più poveri e non è vero. La UEFA non si è mai distinta per la trasparenza, i monopoli in tutto il mondo hanno fatto il loro tempo. Senza soldi nessuno compra giocatori di valore, è tutta una piramide. Lo stile dice molto, noi stiamo parlando di una cosa molto seria. Il calcio ha 4 miliardi di tifosi, bisogna avere rispetto delle persone. Noi abbiamo lavorato in questo modo per salvare il calcio, un club ha perso 300 milioni, un altro 400".

IL PROGETTO - “Vogliamo partire il prima possibile, ma non ci sarà nessuno strappo. Noi cerchiamo il dialogo e a quello lavoreremo. Se si può, si parte, altrimenti aspettiamo un anno. E magari non troveremo un accordo e non si farà. Ma io spero di si, perché altrimenti moriremo tutti. Pensavamo che il Psg potesse venire, però al momento non è così. Come i club tedeschi: hanno detto loro che vogliamo farla finita con i campionati locali e non è così. La meritocrazia non può esserci per 50 squadre, però ci sono club come Roma, Napoli e molti altri che hanno diritto di partecipare e studieremo la formula perché possano qualificarsi. Ma chi genera denaro sono i 15 membri fondatori, quelli sono quelli che creano il miglior spettacolo del mondo. Non posso dire chi arriverà, stiamo trattando, però ora ci prendiamo una pausa per spiegare le nostre intenzioni, poi si vedrà chi potrà unirsi”.