Italia, Pochesci: "Kean un gioiellino. Esultanza? Così carichi gli avversari"

28.03.2026 10:30 di  Simone Locusta   vedi letture
Italia, Pochesci: "Kean un gioiellino. Esultanza? Così carichi gli avversari"
TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico Gaetano

Intervistato da Radio TuttoNapoli, l'allenatore Sandro Pochesci ha parlato della vittoria contro l'Irlanda del Nord, della polemica sull'esultanza post Galles - Bosnia e della sfida di martedì sera fra Bosnia e Italia. Di seguito le sue parole.

ITALIA - "Deve fare qualcosa in più, soprattutto prima di arrivare ai rigori. Ho visto bene i blocchi difesa, centrocampo e attacco, ma mancavano i collegamenti. Non possiamo aspettare che i difensori come Mancini o Calafiori impostino quando abbiamo centrocampisti e trequartisti per farlo. Non capisco perché giocare a cinque dietro quando dobbiamo vincere. Bastava un collegamento tra centrocampo e attacco: le occasioni sono nate da errori loro. L'unico che ha preso iniziativa è stato Politano. Mi aspettavo di più da Di Marco, in nazionale lo vedo frenato. Barella così così, Tonali bene anche per il gol, ma da questo centrocampo serve più qualità e inserimento. Le mezzali devono accompagnare gli attaccanti, altrimenti restano isolati".

CHI HA CONVINTO - "In difesa abbiamo visto un'Italia più pulita. Kean è il nostro gioiellino: ha fatto cose eccellenti. Deve però essere più freddo, perché corre tanto a vuoto e sotto porta può fare meglio. Il gol più difficile lo ha fatto: il gol nasce dal controllo, e lui ha fatto un controllo orientato straordinario. Quello lo fanno i grandi campioni. Se diventa più lucido può essere il centravanti più forte d'Europa nei prossimi anni".

ESULTANZA DOPO GALLES - BOSNIA"Nel calcio c'è un detto: non sputare in cielo che ti cade addosso. A me quell'esultanza ha dato fastidio a livello scaramantico. Così carichi gli avversari. Io usavo queste cose per motivare la mia squadra. L'allenatore avversario userà quel video per caricare i suoi. È stata una caduta di stile: certe cose si fanno nello spogliatoio. Nel calcio nessuno può dire oggi vinco. Dobbiamo restare umili e concentrati".

LA PARTITA IN BOSNIA - "Sarà una finalissima, come Macedonia o Svezia. Non siamo abituati a questi spareggi. È una questione mentale: la palla pesa. Se guardiamo i valori siamo superiori, ma conta come ci arriviamo mentalmente. Servono coraggio e spregiudicatezza. In trasferta è più difficile anche per dettagli come il campo. Io sono convinto al 100% che andremo al Mondiale, ma dobbiamo dimostrarlo".

Simone Locusta
autore
Simone Locusta
Roma, classe 1999. Laureato in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo. Redattore per Lalaziosiamonoi.it.