Lazio, Nesta: "Non sarei mai andato via da Roma, dissi no anche al Real"

Alessandro Nesta, in diretta Instagram con Christian Vieri, è tornato a parlare anche degli anni trascorsi alla Lazio, includendo l'addio.
28.04.2020 07:30 di Elena Bravetti Twitter:    Vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Lazio, Nesta: "Non sarei mai andato via da Roma, dissi no anche al Real"

Alessandro Nesta, storico ex capitano della Lazio, è intervenuto in diretta Instagram con Christian Vieri, esprimendosi sulla sua lunga esperienza nella Capitale e sul momento dell'addio: Saresti rimasto tutta la carriera a Roma? All’epoca non sarei mai andato via. Due anni prima eravamo andati a fare l’amichevole in Spagna contro il Real Madrid, venne Hierro e mi disse di venire al Real. Gli ho risposto: ‘Ma che sei matto, io gioco nella Lazio’. L’ultimo anno è stato il più pesante della mia carriera, è stato difficile. Io ero capitano, partecipavo alle riunioni del consiglio d’amministrazione, dovevo vedere il bilancio. Un giorno mi hanno messo la cartellina davanti e io non riuscivo neanche a trovare la pagina. Quando l'ho trovata era finita la riunione (ride, ndr). Avevo 23 anni! Talmente tanti casini sono successi. Non pagavano da sei, sette mesi. Invidiavo gli stranieri perché erano più distaccati, io stavo male. Per come sono andate le cose al Milan, devo ringraziare Dio. È stata un po’ una liberazione, lì ho giocato solamente a calcio”.

DELUSIONI - “Le peggiori delusioni? Un derby, quello in cui Montella ha fatto 3-4 gol, ho fatto i danni. Noi romani siamo cresciuti con la rivalità contro la Roma. Mia madre andava dal fruttivendolo al mercato e gli parlava del derby. Poi dico la finale dell’Europeo contro la Francia e la rimonta subita a Istanbul quando stavo nel Milan. Mi hanno tolto il sonno per giorni”.

FINE CARRIERA“Quando ho smesso sono stato malissimo. I primi sei mesi li ho vissuti come una vacanza, dopodiché sono andato in crisi. Mia moglie stava diventando esaurita (ride, ndr). Ora no, ho lo sfogo. Però giocare è giocare. Adesso sono allenatore, ma nasco giocatore. Prima facevi solo quelli che ti piaceva, giocare. Ora invece spendi tante energie anche per cose che non ti andrebbe di fare. Speriamo che ci facciano finire il campionato e di andare in Serie A”.

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Pubblicato il 27 aprile alle ore 22.45