Lazio - Napoli, Dossena: "Gara aperta, il pareggio non serve. Inzaghi e Gattuso? Me li terrei stretti..."

22.04.2021 09:00 di Elena Bravetti Twitter:    Vedi letture
Fonte: Elena Bravetti - Lalaziosiamonoi.it
Lazio - Napoli, Dossena: "Gara aperta, il pareggio non serve. Inzaghi e Gattuso? Me li terrei stretti..."

Giovedì alle 20.45 al 'Diego Armando Maradona' per un vero spareggio Champions. Lazio e Napoli si affronteranno nel turno infrasettimanale della 32esima giornata di Serie A, proseguendo la propria lotta per un piazzamento europeo. In vista del match, Andrea Dossena, calciatore azzurro dal 2010 al 2013, ha parlato della sfida ai nostri microfoni: "Sarà sicuramente una partita aperta, a entrambi il pareggio serve a poco o niente. Hanno bisogno dei tre punti e tutte e due impongono il proprio calcio. Il Napoli cerca più il fraseggio, mentre la Lazio è un po' più il verticale. Ci sono tutti gli ingredienti per assistere a un'ottima partita. All'inizio le due squadre saranno anche un po' chiuse, chi prende il gol è costretto a sbilanciarsi. Nei primi minuti magari le vedremo un po' contratte, ma sono abbastanza sicuro che poi ci godremo una bella partita. Il Napoli era partito bene, poi ha avuto un periodo in cui ha perso punti. Sotto l'aspetto fisico, dell'atletismo, deve cercare di migliorare. Gattuso, probabilmente, avrebbe dovuto gestirli in un altro modo. Dunque reputo questo calo solo frutto dell'alto numero di infortuni". 

CORSA CHAMPIONS - "Per quanto riguarda le prime quattro, l'Inter ormai è andata. L'Atalanta merita di esser ancora dentro per il lavoro di Gasperini e della società. Il Milan è la sorpresa di quest'anno, non aveva il potenziale delle prime quattro. Ora, con sei punti di vantaggio dal quinto posto e con sette partite partite alla fine, a meno che non ci sia un tracollo finale, dovrebbe esser dentro. Spero che l'altro posto sia del Napoli, ma anche Lazio e Juventus se la giocheranno fino alla fine. A livello di meriti, forse la Juventus è quella che merita meno questa quarto posto. Sia per come ha iniziato l'anno, che in fatto di organizzazione. Hanno scelto l'allenatore nel giro di una settimana, hanno esonerato un tecnico che aveva appena vinto lo scudetto. Il rendimento è lo specchio degli errori che sono stati commessi in quanto a pianificazione. La Lazio e il Napoli hanno fatto percorso altalenanti. Ottime prestazioni e poi, quando ci si aspettava il salto di qualità, hanno peccato. Entrambe hanno avuto periodo di grandi infortuni. Forse il Napoli è stato penalizzato un po' di più. Nella partita secca degli episodi possono essere a tuo favore, nel campionato la meritocrazia salta fuori". 

DA TENERE STRETTI - Uno scontro, quello tra Lazio e Napoli, che vedrà affrontarsi Inzaghi e Gattuso, al centro di alcune questioni di calciomercato nei mesi appena trascorsi: Dossena ha detto la sua sull'argomento: "Se fossi nei due presidenti, me li terrei stretti. Penso che ci siano molti meno problemi per Inzaghi alla Lazio che per Gattuso a Napoli con i problemi degli ultimi mesi. Probabilmente Inzaghi merita anche una piazza superiore, anche se la Lazio è una società importante che arriva sempre tra le prime sei in Italia. A meno di una chiamata di una big, io rimarreri bene dove sono. Anche perché ho la fiducia del club, ho fatto bene, ho una credibilità. Per quanto riguarda Gattuso, invece, secondo me non c'è allenatore migliore. Per il Napoli e la sua città". 

CAOS SUPERLEGA - Subito dopo, l'ex calciatore si è espresso sul caos della Superlega, collassata dopo 48 ore dalla nascita: "Quello che mi sorprende di più è come possono delle società così grandi, che muovono miliardi, a fare una cosa del genere e dopo 48 ore rimangiarsi la parola. Mi sembra una cosa molto dilettantistica. Agnelli ha puntato tutto sul cavallo sbagliato, non so che ripercussioni avranno. È stata davvero una pagliacciata. Non puoi tu, presidente di una squadra così importante, uscire con una notizia bomba di questo tipo e dopo quarantotto ore dire 'scusate, abbiamo sbagliato'. È una pazzia".

RIMPIANTO CIRO"Immobile un rimpianto per il Napoli? Gli anni in cui era ragazzo Ciro hanno coinciso con quelli di buio del club, del fallimento. Ma anche ora mi sembra che il Napoli non guardi molto al settore giovanile. Se non si investe sul bacino d'utenza, che è praticamente enorme. La società potrebbe usufruirne tantissimo, non si contano i calciatori nati nell'interland di Napoli. Si vede che la società applica altre strategia. Magari c'è stato un richiamo, delle sirene che hanno avvicinato Ciro al Napoli. Il vero Ciro Immobile è esploso con la Lazio, e una volta che questo accade, andare da Lotito a trattare non è nelle idee, delle logiche del Napoli. Prima dell'approdo a Roma poteva essere una soluzione, ma prima che arrivasse alla Lazio neanche si poteva pensare che sarebbe arrivato a questi livelli, a queste cifre".

IN RICORDO DI DIEGO - Una partita che, come le altre che il Napoli ha giocato dalla sua morte, sarà nel ricordo di Maradona"Sentire ora chiamare il San Paolo Diego Armando Maradona fa un certo effetto, credo sia doveroso ricordarlo nella struttura, negli spogliatoi, nel tunnel. È doveroso ricordare uno che ha segnato in questo modo la storia del Napoli. Poi logicamente quando i calciatori vanno in campo, hanno talmente tanta adrenalina, concentrazione sulle cose che fai, che non puoi essere condizionato da fattori esterni".

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