Sofia Valoppi (Roma Volley Club): “Io, laziale di Garbatella. Zarate, Luis Alberto e la pallavolo…”

ESCLUSIVA LALAZIOSIAMONOI - Il libero della Roma Volley ci racconta la sua passione per la Lazio e le gioie del suo lavoro...
24.01.2024 11:45 di Antoniomaria Pietoso Twitter:    vedi letture
Sofia Valoppi (Roma Volley Club): “Io, laziale di Garbatella. Zarate, Luis Alberto e la pallavolo…”

“Sono una laziale di Garbatella che gioca nella Roma Volley Club. Letta così non è male”. Sofia Valoppi è un’esplosione di vitalità. Il libero dell’’Aeroitalia SMI Roma è spumeggiante in campo come fuori. Se nei palazzetti la vediamo volare da una parte all’altra per recuperare palloni, fuori è una ventenne dalla risposta pronta e dall’entusiasmo contagioso. La raggiungiamo telefonicamente a due giorni dal match contro Conegliano che l’ha consacrata. Contro le più forti d’Italia, Sofia è partita titolare e si è contraddistinta con un match monumentale. Alla fine la capolista ha vinto 3-2, ma le Wolves hanno strappato un punto insperato. “Mi devo ancora riprendere, nel quinto set eravamo stremate. Quando giochi contro le più forti da una parte sei più libero non avendo nulla da perdere. Abbiamo dato il massimo, ma quest’anno ci stiamo divertendo”. Ci racconta ancora emozionata. Lei e Margherita Muzzi sono le uniche due romane della squadra e per loro l’emozione è ovviamente doppia perché giocare con il club della propria città è tutt'altra cosa.

“Sto vivendo il mio sogno. Giocare a Roma mi dà quel qualcosa in più. Poi il Pala Tiziano è stupendo. Lo scorso anno abbiamo conquistato l’A1 giocando a Guidonia, ma giocare nell’impianto di Piazza Apollodoro è ben altro. Ci carica in maniera assurda e i nostri tifosi sono fantastici. Io poi non ci ero mai stata nemmeno da piccola, quando ci sono entrata per la prima volta ho detto solo Wow. Una roba pazzesca che mi gasa tantissimo”.

Una stagione che sta regalando gioie alle giallorosse che arrivavano da neopromosse e con prospettive ben diverse. Sofia non si pone limiti: “Siamo partite benissimo, ben oltre le nostre aspettative. Siamo none e sognano i playoff e un posto in Europa. Ovviamente volevamo solo salvarci all’inizio, ma adesso puntiamo a migliorarci ancora. Giocare in Europa l’anno prossimo sarebbe veramente fico. Ora non dobbiamo sentirci appagate e dare tutto nella seconda parte di stagione”.

Classe 2003, Sofia ha iniziato a giocare da piccolina in oratorio (“Come ama ripetere sempre mamma”), ma poi ha capito che la pallavolo sarebbe stata la sua vita. Alta 1.65, Sofia non teme la competizione delle colleghe più alte. La Valoppi ha lavorato sulla ricezione, sulla velocità e proprio le sue caratteristiche sono una delle armi in più della squadra. La difesa, del resto, è il miglior attacco. Sacrifici fatti fin da adolescente, ma che non le pesano visto dove è arrivata. “Ho iniziato a capire intorno ai 12 anni che questa sarebbe stata la mia vita. La vacanza in famiglia o la festa di qualche amica o il sabato sera in discoteca, alla fine ho dovuto rinunciare a tante cose tra allenamenti e partite, ma a oggi posso ritenermi soddisfatta” ci dice mostrando maturità, grinta e carattere.

Se nella vita difende i colori della Roma Volley, il cuore di Sofia batte per la Lazio. Un amore nato fin da bambina con papà che è tifosissimo biancoceleste. La carriera da giocatrice professionista non le permette di andare allo stadio come vorrebbe, ma la famiglia Valoppi non rinuncia all’Olimpico appena possibile. “Adesso è più complicato con il calendario, gli allenamenti e tutto il resto, ma appena possibile vado con papà o con una mia amica. Allo stadio non sono una tranquilla (ride, ndr). Canto e urlo tutto il tempo, mi dispiace per chi è vicino a me. Il calcio mi piace tanto e vabbè la Lazio è la Lazio”.  Cresciuta con l’amore per Zarate (“Fammi salutare da Mauro. Ero proprio fissata con Maurito da piccola”), Sofia ha avuto come idoli anche Correa e Luis Alberto. “Il Mago è tanta tanta roba” rinforza la dose. Il numero 9 delle Wolves ci racconta come l’emozione più grande sia la Coppa Italia del 2013. “Avevo dieci anni e papà non ha voluto portare me e mia sorella allo stadio. Abbiamo visto la partita a casa e quando abbiamo vinto abbiamo fatto il caos. Abitiamo alla Garbatella e quando la Lazio vince papà esulta, urla e apre le finestre. Quel giorno siamo esplosi di gioia e siamo andati a festeggiare a Piazza del Popolo. Un’emozione ancora oggi incredibile. Speriamo di fare il bis presto, chissà che non accada quest’anno”. Speriamo che Sofia abbia ragione e che la sua squadra possa conquistare tutto quello che sogna e spera. Un doppio festeggiamento sarebbe la ciliegina sulla torta di un anno magico. 

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Pubblicato il 23/01