Parolo: "Ho iniziato a giocare a calcio a 6 anni e non ho più smesso. Quello che dice il mister è legge!" - VIDEO

Pubblicato il 04/09 alle 14.28
05.09.2016 07:28 di Benedetta Orefice Twitter:    Vedi letture
Fonte: Benedetta Orefice - Lalaziosiamonoi.it
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Parolo: "Ho iniziato a giocare a calcio a 6 anni e non ho più smesso. Quello che dice il mister è legge!" - VIDEO

Una conferenza speciale quella andata in scena al San Nicola di Bari, per Riccardo Montolivo e Marco Parolo. I due calciatori della Nazionale di Ventura sono stati intervistati da circa 50 bambini delle scuole calcio locali. Tra risate e curiosità, il centrocampista della Lazio ha raccontato i suoi inizi: “Ho iniziato a 6 anni e mezzo. Ho dato i miei primi calci insieme agli amici e poi non ho mai smesso. Il momento più difficile della mia carriera? E' stato quando ero in Serie C. Avevo 22 anni, non avevo giocato tanto e facevo fatica a trovare squadra. Ma avevo vicino tante persone che mi incoraggiavano a crederci sempre, a tirar fuori quel carattere che non pensi di avere, ma che esce proprio in queste situazioni”.

LA LEGGE DEL MISTER – Fondamentale, per Parolo, è avere con il proprio allenatore un buon rapporto: “Quello che dice l’allenatore è la legge del campo. Per far andare d’accordo 22 teste una diversa dall’altra ci vuole uno che sappia guidare. Il rapporto deve essere basato sul massimo rispetto. E a chi gli chiedeva cos’era per lui il ‘gioco di squadra’, il centrocampista ex Cesena ha risposto così: “E per te cos’è? (Chiede Parolo al bambino, ndr). Passare la palla, dici? Anche. Quando ero piccolo c’era sempre quello che non me la passava mai (ride, ndr)”.

LA GIOA DEL GOL – Impossibile non chiudere pensando a quel momento in cui la palla entra in rete e lo stadio urla il tuo nome: “Cosa si prova dopo un gol? Hai 30 secondi di estasi dove non capisci niente! Vedi tutti i compagni che ti vengono incontro e quando, poi, ti rivedi ti chiedi: “Ma che esultanza ho fatto? (ride, ndr)”. Sei in trance agonistica, in quel momento sei uno degli uomini più felici al mondo”.