Autovelox spenti a Roma: scatta lo stop per decine di dispositivi dopo il nuovo decreto
Una svolta normativa importante sta ridisegnando la mappa dei controlli stradali nella Capitale. L'entrata in vigore del nuovo decreto ministeriale sulle «procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità» ha imposto uno stop immediato a numerosi dispositivi per il rilevamento della velocità operativi sulle strade romane. Il provvedimento colpisce in modo selettivo tutti gli apparati installati in data antecedente al giugno 2017, costringendo le forze dell'ordine a disattivare temporaneamente una quota rilevante delle apparecchiature in dotazione.
I riflessi pratici sul territorio si sono fatti sentire immediatamente. Per quanto riguarda le dotazioni gestite direttamente dalla Polizia di Roma Capitale e dalla polizia metropolitana dell'ex Provincia, il parco macchine attivo ha subito una forte riduzione. Degli iniziali 27 dispositivi standard a disposizione dei vigili urbani, ben 14 sono stati spenti, riducendo la flotta operativa ad appena 13 unità. Resta invece al momento invariata la dotazione dei sistemi più complessi come i 6 Tutor, i 6 apparati Celeritas Evo e i 4 moduli Telelaser, a cui si aggiungono i 5 moduli analoghi in uso alla città metropolitana insieme a 11 postazioni fisse e 4 mobili.
Il computo globale dei rilevatori attivi sull'intero quadrante romano tocca normalmente quota 130 postazioni complessive, includendo nella statistica i rilevatori di competenza dell'Anas e della Polizia Stradale. Tuttavia, l'applicazione retroattiva del decreto ha esteso i suoi effetti anche su questi ulteriori 67 dispositivi posizionati sulle grandi arterie di scorrimento e sui tratti extraurbani, portando allo spegnimento preventivo di una porzione considerevole delle apparecchiature sprovviste dei più recenti requisiti di conformità tecnologica.
