"Lotito come Nerone?", l'editoriale di Bisignani: il presidente è a un bivio
"Scegliere se essere come Nerone, guardando tutto bruciare, oppure Cincinnato, il dittatore romano che, dopo aver salvato la città, ebbe la saggezza di tornare ai suoi campi". Secondo Luigi Bisignani questo il bivio di fronte al quale si trova Claudio Lotito, ormai da mesi in scontro aperto con il popolo laziale. Sulle colonne de Il Tempo, il giornalista ha analizzato la situazione in casa Lazio, parlando della frattura tra il patron e i tifosi che trova una simile manifestazione nel Torino.
"Una deriva pericolosa", afferma "perché se la frattura tra proprietà e tifoserie si allarga, il rischio non riguarda più soltano la Lazio, ma l'intero calcio italiano". E ancora: "I supporter non sono solo folklore. Sono il capitale umano di una società, il principale patrimonio immateriale, fatto di identità, continuità, domanda e valore".
Bisignani torna alle origini della sua fede biancoceleste, una passione ereditata dalla sua famiglia, una lazialità sempre più difficile da coltivare di questi tempi. Pur riconoscendo i meriti dell'era Lotito, il vero problema è che il presidente "Non sembra più in grado di interpretare e alimentare l'ambizione collettiva che un grande club dovrebbe incarnare. Nella percezione pubblica, infatti, la Lazio si è progressivamente identificata con il suo presidente, finendo per restringere il proprio orizzonte narrativo".
Una storia diventata cronaca permanente, dice Bisignani. È un Lotito contro tutti: giornalisti, Figc, arbitri, tifosi. Una perenne battaglia, della quale la vittima principale è proprio la Lazio. Il danno principale, però, non è sportivo, ma culturale: "La Lazio storicamente è sempre stata un'idea di fierezza, distinzione, appartenenza. Noi tifosi abbiamo sempre raccontato la Lazio ai nostri figli come qualcosa di diverso e speciale dalla tradizionale 'caciara' romanista. La comunicazione di Lotito, invece, appare spesso distante da ciò che la nostra storia ha sempre rappresentato. Ed è qui la vera frattura identittaria".
"Questa è la vera brand diluition" - afferma Bisignani - "aver trasformato la Lazio da marchio aspirazionale a marchio costantemente sulla difensiva". Da qui nasce un augurio: "Lotito farebbe bene a chiamare accanto a sé protagonisti competenti per capire come ripartire. Attorno alla Lazio esiste un mondo economico serio, competente e profondamente biancoceleste". E ancora: "Pensare che oggi il peso economico di un club di Serie A possa essere sostenuto da un'unica famiglia è un'idea romantica". In conclusione: "La Lazio non può accontentarsi di sopravvivere: deve tornare a essere Lazio, elegante e vincente, all'altezza dell'aquila cucita sulla sua maglia. La vera grandezza, anche nel calcio, sta nel saper cambiare al momento giusto".
