Lazio, amarcord Immobile: "Gli inizi in oratorio... Amo Roma e i suoi tifosi"

In una lunga intervista rilasciata al canale YouTube della Lega Serie A, l'attaccante della Lazio si è raccontato: dagli inizi all'oratorio ai 100 gol in biancoceleste.
16.11.2019 08:30 di Tommaso Guernacci Twitter:    Vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Lazio, amarcord Immobile: "Gli inizi in oratorio... Amo Roma e i suoi tifosi"

L'umiltà gliela si legge negli occhi. Nonostante i 100 gol e più segnati con la maglia della Lazio, Ciro Immobile non si sente affatto arrivato. Ha ancora fame. Vive di questo, Ciro: di emozioni e di adrenalina quasi da far scoppiare il cuore. E poi è uno che non dimentica da dove viene. Gli inizi nei campetti di Torre Annunziata, l'oratorio, le borse a terra a fare da porte. Gli amici di sempre, i sorrisi. Il grande salto, la Serie A, la Germania e la Spagna, la Nazionale e infine Roma. La Lazio, dove ha trovato il suo angolo di paradiso in Terra. In una lunga intervista rilasciata al canale YouTube della Lega Serie A, Immobile si è raccontato: da 0 a 100 c'è tutto il film della sua vita. 

"Gli inizi sono stati molto belli, perché ai miei tempi era più semplice dedicarsi a questo sport: c'erano tanti spazi dove poter giocare, e dove non c'era spazio lo creavamo noi, con borse e maglie messe a terra a fare da porte. Ho dei bellissimi ricordi. Quando ho iniziato la scuola calcio, una volta terminati gli allenamenti andavo in oratorio e anche lì c'erano dei campetti: ti offriva un po' più di situazioni dove potevamo goderci i momenti più belli, perché alla fine quando si stava tutti insieme in amicizia e si giocava, era bellissimo. I miei genitori mi hanno fatto diventare l'uomo che sono, mi hanno cresciuto sempre con dei valori"

LAZIO, QUESTIONE DI SPAZI - "Lo spazio per me è una questione importante, perché quando non lo trovi, quando ci sono delle partite con pochi spazi… è ovvio che si va un po' in difficoltà. È anche il mio modo di giocare: andare nello spazio, cercare la profondità, riuscire a infilarsi tra la difesa e la porta. Questo è il punto fondamentale"

IL CALORE DI ROMA E DEI TIFOSI - "Devo dire la verità: coi tifosi è stato amore a prima vista da entrambi i lati. Di questo ne sono orgoglioso perché alla fine si lavora per dare soddisfazione e gioia a tutte le persone che seguono questo sport. Sono felice perché la mia famiglia si è adattata bene a Roma, la gente è a modo, ci trattano alla grande, viviamo in un bel posto, quindi è ovvio che con le mie prestazioni in campo e i gol sono diventato sempre di più idolo: alla fine uno lavora per questo. Le soddisfazioni più grandi te le prendi dopo che hai vinto una partita, hai vinto un trofeo, hai segnato qualche gol e la gente per strada ti ringrazia per quello che fai in campo"

I 100 GOL CON LA LAZIO - "Sono soddisfatto, davvero orgoglioso di questo traguardo, che va diviso per buonissima parte con tutti i miei compagni. Perché gioco in una squadra che mi mette nelle condizioni di fare benissimo, di sfruttare le mie caratteristiche. Davvero una grande soddisfazione"

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