Lazio, settima meraviglia: un'altra Coppa Italia vola in bacheca

15.05.2019 22:50 di Daniele Rocca Twitter:    Vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
© foto di www.imagephotoagency.it
Lazio, settima meraviglia: un'altra Coppa Italia vola in bacheca

È la settima meraviglia del mondo. La Lazio vince la Coppa Italia schiantando l’Atalanta. Erano arrivate due sconfitte in campionato, Inzaghi si riprende la più dolce delle rivincite. Conquista Coppa ed Europa, tutto in un colpo solo. Grazie a un colpo, di testa, di quel gigante lì. Il Sergente Milinkovic, non al meglio per il problema alla caviglia destra. Entrato nel secondo tempo al posto di Luis Alberto. E poi ci pensa Correa a rendere il risultato più dolce nel finale. È un trionfo di tutti. Il modo giusto per salvare una stagione che si stava mettendo male.

NERVOSISMO - Prima frazione in cui è il nervosismo a prendere il sopravvento. Tanti scontri di gioco, qualcuno anche piuttosto duro. Battibecchi e screzi tra le due fazioni. Per la Lazio è Leiva ad andare vicino al gol con un colpo di testa a pochi metri dalla porta di Gollini. Ma l’occasione più pericolosa è sicuramente per l’Atalanta, che in mischia prende un palo clamoroso (deviazione di mano di Bastos) e sul tiro a colpo sicuro arriva il salvataggio miracoloso di Luiz Felipe. Inzaghi vede le brutte e decide di togliere dal campo il già ammonito Bastos: al suo posto entra Radu.

TRIONFO - Nella ripresa i ritmi rimangono bassi. L’Atalanta prova ad accelerare, ma la Lazio chiude tutti gli spazi, cercando di rallentare il più possibile la manovra degli avversari. Immobile appare ancora una volta spaesato: prova a farsi vedere dando profondità alla squadra, ma non viene quasi mai servito dai compagni. Inzaghi prende coraggio e si affida a Caicedo. La staffetta alla vigilia appariva scontata. L’ultimo cambio non può che essere Milinkovic: è Luis Alberto a lasciargli il posto. I biancocelesti vanno avanti senza formula fantasia. È la mossa vincente. Dal calcio d’angolo successivo arriva la capocciata del Sergente, che mette tutto in discesa. Poi il raddoppio sullo splendido contropiede di Correa. Apoteosi biancoceleste all’Olimpico. È la settima meraviglia della storia.