Da Crotone alla Nazionale, Drago racconta Cataldi: “Un professionista vero. È l’anno della svolta”

Massimo Drago, allenatore di Danilo Cataldi ai tempi del Crotone, commenta la convocazione in Nazionale del centrocampista biancoceleste
14.11.2021 07:22 di Edoardo Zeno Twitter:    vedi letture
Fonte: Edoardo Zeno - Lalaziosiamonoi.it
Da Crotone alla Nazionale, Drago racconta Cataldi: “Un professionista vero. È l’anno della svolta”

Il 7 agosto 2013 Danilo Cataldi aveva appena compiuto 19 anni e, dopo tutta la trafila nel settore giovanile della Lazio, veniva ceduto in prestito in Serie B. Il giovane centrocampista di belle speranze vola a Crotone dove trova mister Massimo Drago e un gruppo di ragazzi tutti giovani come lui pronti a stupire gli appassionati. Il sogno promozione si infrange ai play off contro il Bari, ma non cancella la splendida cavalcata dei rossoblu. Un percorso lungo e coinvolgente che ha portato a formare giocatori come Bernardeschi, attualmente in forse alla Juventus, Dezi, oggi al Venezia, e anche Cataldi. Con l'arrivo di Sarri, il numero 32 si è preso la fiducia del mister e la maglia da titolare in mezzo al campo. È lui l'uomo in più del Comandante che detta i tempi di gioco e palleggia davanti alla difesa. Danilo ha messo da parte le scorse annate difficili, si è preso la Lazio e adesso anche la Nazionale. Mancini ha deciso di premiarlo per questo super avvio di stagione per i prossimi due impegni degli Azzurri.

Massimo Drago, intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni, ha fatto i complimenti a Cataldi per la sua crescita ricordando quel giovane ragazzo con la maglia a strisce rosse e blu e il numero 28: "Quando ho saputo dell’arrivo di Sarri alla Lazio ero felice per Danilo. Penso che questa sia l’annata della svolta per lui. È arrivato un allenatore al quale piace il palleggio e Cataldi è uno dei più bravi in questo. Ero convinto che potesse esplodere quest’anno. È un ragazzo che merita e che nelle scorse annate ha sofferto. Quando ha iniziato con me pensavo potesse diventare la bandiera della Lazio. Poi un po’ anche per colpa sua non c’è stata questa evoluzione. Questa è la stagione giusta per dimostrare il suo vero valore".

Possiamo dire che è una convocazione meritata?

"Assolutamente sì. Sta dimostrando di essere sempre uno dei migliori in campo. Senza voler togliere nulla a Leiva, le sue caratteristiche si sposano meglio con quello che chiede Sarri".

Che giocatore era il Cataldi di Crotone?

"A Crotone avevo un gruppo di ragazzi giovanissimi che facevano la Serie B e non avevano nemmeno 18 anni. Insieme a Danilo avevo anche Bernardeschi, Dezi, Pettinari. Era un gruppo di ragazzini che si divertivano tra di loro e questa era la nostra forza. Cataldi è un professionista vero, era sempre uno dei primi ad arrivare agli allenamenti. A volte stavano talmente tanto nello spogliatoio a scherzare che il magazziniere si lamentava perché non se ne volevano andare".

Che impatto è stato quello di Sarri alla Lazio?

"Pensavo che i giocatori trovassero ancora più difficoltà perché la Lazio di Inzaghi era radicata in un certo modo di giocare. Esprimevano il 3-5-2 in modo molto lineare. Passare al 4-3-3 non è semplice, cambiano i meccanismi in difesa e in attacco. Sarri sta facendo un grande lavoro, è normale che qualche capitombolo a inizio stagione ci sia stato ma i risultati stanno arrivando".