ESCLUSIVA - Lazio, da Guido De Angelis a Pino Insegno: ecco gli auguri per i tuoi 119 anni!

Pubblicato il 09-01 alle 16.00
10.01.2019 06:50 di Lalaziosiamonoi Redazione   Vedi letture
Fonte: Claudio Cianci - Tommaso Guernacci - Lalaziosiamonoi. it
© foto di Federico Gaetano
ESCLUSIVA - Lazio, da Guido De Angelis a Pino Insegno: ecco gli auguri per i tuoi 119 anni!

Buon compleanno, Lazio! 119 anni e non sentirli. Una storia ultracentenaria che continua a tramandarsi di padre in figlio, e che ogni anno sembra rinascere nelle storie di ieri, di oggi e di domani. La Lazio è nelle cose, è sul tetto del mondo, è fra la gente, è vista da dietro mentre sta per cadere e poi rialzarsi di colpo sull'orlo del precipizio. Per l'occasione, la redazione de Lalaziosiamonoi.it ha posto due domande a diverse personalità influenti del mondo biancoceleste. Tra ex giocatori, giornalisti e personaggi dello spettacolo, ognuno ha voluto augurare a modo proprio un buon compleanno e lunga vita alla Lazio. Di seguito le domande: 

1 - Cosa significa la Lazio per te?

2 - Che augurio vuoi fare alla Lazio che compie 119 anni? 

GUIDO DE ANGELIS

Domanda 1 - "La Lazio mi ha sempre rappresentato e mi ha accompagnato per tutta la vita. Dopo la famiglia c'è la Lazio, a volte sacrificando anche la famiglia stessa. È stata una grande avventura da quando ho capito cos'era il calcio e quella maglia alla quale mi sono aggrappato, anche in virtù del fatto che sapevo di andare incontro a un'avventura. Perché la Lazio è un'avventura: non sai mai come va a finire (ride, ndr.), è una storia di sofferenza, di gioia, ma è bella anche per questo. È uno stile di vita, un modo di comportarsi. Ci sono mille emozioni raccolte. Non è tanto la vittoria o la sconfitta, è viverla, e io l'ho vissuta intensamente, sia sugli spalti sia giornalisticamente parlando".  

Domanda 2 - "Dire Champions League sarebbe scontato. Ma sarebbe importante soprattutto ritrovare la gente - non solo allo stadio - che viva di Lazio. C'è bisogno di rinforzare le proprie radici nel tessuto sociale della città. E quando parlo di questo, parlo proprio di come la Lazio dovrebbe cercare di riprendersi i giovani, sia come tifosi sia per il settore giovanile. La Lazio sotto questo aspetto sta perdendo un po' di identità. Mi piacerebbe rivedere un Nesta, un Di Canio, un D'Amico, un Giordano... Il calcio non può essere solo industria e sponsor, deve essere presente anche nel tessuto sociale"

CRISTIAN LEDESMA 

Domanda 1 - "Per me Lazio vuol dire la mia famiglia calcistica, il simbolo che amo. È la squadra che mi ha dato il famoso ‘senso di appartenenza’. È la mia squadra e la mia casa"

Domanda 2 - "Spero da tifoso che la squadra riesca a crescere ancora di più e che possa dare continuità alle prestazioni, sia a livello di voglia e di particolari sia a livello di gioco".

PAOLO GENOVESE

Domanda 1 - “Per me la Lazio è la squadra con la quale sono cresciuto, da bambino era la mia squadra del cuore. Per i miei compagni di scuola il calcio era tutto, era un riferimento valoriale soprattutto quando ero adolescente. Lo sport è al centro della vita adolescenziale e post adolescenziale come punto di riferimento. La Lazio in particolare perché decidere di tifare i biancocelesti è una scelta precisa e individualista. Basti pensare a situazioni classiche: come quella della professoressa che a scuola chiedeva chi tifava Roma e si alzavano 20 mani mentre quando chiedeva chi tifasse Lazio se ne alzavano due o tre. Secondo me è stato anche un modo di formare il carattere, di non preoccuparsi di essere in minoranza o meno, di non preoccuparsi di quello che fanno gli altri. Per quanto mi riguarda non mi è capitato di essere della Lazio, l’ho scelto”.

Domanda 2 - “Il pubblico laziale merita una Lazio europea, in questo senso la Champions League è una competizione molto interessante. Lo scorso anno non è stata centrata in maniera clamorosa e sono svariati anni che i biancocelesti la sfiorano. La Lazio è una squadra da Champions League al di là dell’ottima qualità del gioco. Giocare in Europa a questa società gli fa bene quindi il mio augurio è quello che possa centrare la qualificazione in Champions League”.

GIAMPIERO GALEAZZI

Domanda 1 - “Si tratta della società che ho scelto per prima, mio padre mi portava a vedere solo la Lazio, quando avevo 5 o 6 anni fui portato alla sede della Lazio a via Frattina vicino Piazza di Spagna e mi venne indicata un’aquila d’oro, da allora amai questa società a prima vista”.

Domanda 2 - “La Lazio è nata come una grande polisportiva, ora c’è molta più attenzione per il calcio. Alla squadra auguro di raggiungere sempre i risultati migliori visto che è una grande società, una grande squadra e deve percorrere il sentiero delle migliori”.

MASSIMO CRAGNOTTI

Domanda 1 - “Per me la Lazio è stata parte della mia vita, soprattutto dal punto di vista professionale e sentimentale. Da piccolo ero tifoso della Lazio e mio padre mi portava a vedere le partite anche quando si giocava in Serie B e da lì è nato l’amore per questa squadra, per questi colori e per questa tifoseria. Da lì ho vissuto tutto il mio percorso, prima da tifoso, poi da dirigente e da figlio del presidente. Si è trattato di qualcosa di importante che ancora oggi mi porto dentro il mio cuore, ho dei bellissimi ricordi. Non è stato tutto rosa e fiori, ci sono stati momenti bui e brutti. Fa parte del gioco e del mestiere ricevere delle critiche, ne ho ricevute molte forse perché non ero così esperto sotto il punto di vista professionale come dirigente. Ad ogni modo mi sono tolto anche delle soddisfazioni, il ricordo resta bellissimo, ancora oggi lo porto nel mio cuore e seguo la Lazio con tanta passione. Spero che la Lazio possa rivivere i grandi momenti passati quando mio padre era presidente”.

Domanda 2 - “L’augurio è quello di avere sempre una società all’avanguardia e che possa primeggiare nel campionato italiano e a livello internazionale. Lotito sta facendo molto bene ed ha fatto degli ottimi investimenti negli ultimi anni. Si tratta di una squadra competitiva che rientra nei vertici della classifica tutti gli anni. Il risultato del presidente Lotito è ottimo. Se si vuole ambire a traguardi più importanti bisogna fare dei sacrifici e degli investimenti rilevanti. Spero che un giorno Lotito potrà farlo”.

RICCARDO CUCCHI

Domanda 1 - "La Lazio rappresenta il primo amore, l'unico. Mi innamorai di quei colori a 7 anni. E grazie a quei colori ho scoperto il calcio e la radio. Tutto è cominciato da lì. L'amore per una squadra di calcio è irrazionale. Inutile cercare di capire. Impossibile. È pura passione".

Domanda 2 - "Mi auguro un piazzamento utile per la Champions, che Milinkovic rimanga, che l'Olimpico sia sempre gremito di folla, un altro difensore centrale e tante famiglie e tanti bambini a tifare Lazio. E una maglia che si avvicini a quella che amavo da ragazzino: celeste chiaro, molto chiaro; con calzoncini e calzettoni bianchi. Buon Compleanno, Lazio!"

SIMONE MILANI 

Domanda 1 - "La Lazio per me è semplicemente vita!"

Domanda 2 - "Mi auguro una Lazio cattiva e affamata che se la possa giocare contro tutti e tutto"

PINO INSEGNO 

Domanda 1 - "La Lazio per me rappresenta uno stile di vita, rappresenta un popolo con il quale confrontarsi, rispecchiarsi, sentirsi uniti da qualcosa di più di una semplice bandiera, di una semplice maglietta. Sono orgoglioso di far parte di questo meraviglioso popolo, fatto di persone biancazzurre".

Domanda 2 - "Mi aspetto che la Lazio continui a crescere in maniera esponenziale. Mi aspetto che mi stupisca in qualche gara contro le grandi. Mi aspetto un acquisto importante che possa dare la svolta, possa far vedere ai tifosi - ma anche ai giocatori della squadra - dei segnali importanti per un futuro più importante, dove anche il Presidente deve far capire ai propri giocatori che c'è una progettualità importante. Mi fido moltissimo di Tare e della società".

MINO CAPRIO

Domanda 1 - “Vedo di configurarlo questo status di vita, non vorrei retoricamente dire che il calcio è la cosa più importante delle cose meno importanti. Per me è qualcosa che alberga e presenzia sempre ogni giorno. Si tratta di un pensiero fermo, è come un figlioletto piccolo che non vedi l’ora di tornare a casa e coccolarlo. Questo sentimento c’è da sempre grazie alla passione che mi trasmise mio fratello, che ora non c’è più. Quando rievoco eventi che hanno segnato la storia di questa società, devo dire che hanno segnato anche la mia vita. Ad esempio al gol di Fiorini ho l’immagine mai offuscata e sempre viva di me che in tribuna Monte Mario mi abbarbico a mio fratello: lui in piedi ed io in braccio a lui che lo stringo fortissimo, con le lacrime che scendono. Lui è stretto a me con gli occhi chiusi in un atteggiamento intenso. La Lazio mi riporta a persone che non ci sono più”.

Domanda 2 - “L’augurio che voglio fare alla Lazio è questo: spero che riesca a fare quello scatto di qualità che la porti ad una collocazione verticistica. Vorrei che riuscisse a porsi in alta classifica a ridosso della prima, che si sa che da noi ormai è la Juventus, i bianconeri sono una realtà consolidata del nostro campionato. Mi piacerebbe che si potesse portare a ridosso della Juventus”.

MANILA NAZZARO

Domanda 1 - “Per me la Lazio è famiglia, questa società è entrata nella mia vita quando ero molto piccola. Quando vivevo ancora in Puglia in quel di Foggia e c’era mio fratello che - non mi chiedete perché - è nato con il tifo laziale dentro. Mi ricordo che nonostante fossimo a Foggia e in quel momento la squadra pugliese vivesse il suo momento d’oro a casa nostra c’era questa sciarpa della Lazio sempre in bella vista. Una volta venuta a Roma questo amore si è confermato. Per me la Lazio è unita ai momenti che ho vissuto con la mia famiglia, come la prima partita all’Olimpico vista con mio fratello. Oltre a questo c’è affetto, tifo e scaramanzia, la Lazio è veramente la squadra che ho tifato fin da piccola”.

Domanda 2 - “In quest’anno così importante spero che la Lazio agganci la Champions, sarebbe un bel riconoscimento anche nei confronti di Inzaghi. Il primo laziale su tutti è proprio il mister e non è una cosa scontata avere il proprio allenatore che tifa i colori della formazione che allena. Quest’anno mi auguro che la squadra possa arrivare in Champions, visto che lo scorso anno è sfuggita all’ultima di campionato contro l’Inter. Una squadra con cui c’è un gemellaggio, è stato un finale di stagione agrodolce”.