Calciomercato Lazio, Loftus-Cheek contatti e frenate: cosa succede

05.01.2026 14:52 di  Alessandro Zappulla   vedi letture
Calciomercato Lazio, Loftus-Cheek contatti e frenate: cosa succede
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Il nome di Ruben Loftus-Cheek continua a circolare, sottovoce, nell’universo Lazio. Non è una voce campata in aria, né una suggestione nata per caso. È il classico nome che torna perché qualcosa, a livello tecnico, resta acceso. Un centrocampista che per struttura, tempi e letture rientra perfettamente in un certo modo di intendere il gioco.

Quel modo ha un riferimento chiaro. Maurizio Sarri.

Il rapporto umano, il rispetto, nato ai tempi del Chelsea, il saluto cordiale c'è stato. Normale, quasi inevitabile, il tutto nella cornice recente di Lazio-Milan. Ma da qui a parlare di un’operazione avviata il passo è ancora lungo. Oggi il punto non è il gradimento, che nessuno nega, bensì la sostenibilità reale dell’affare. Ed è proprio lì che, al momento, la situazione si ferma.

Il canale tecnico è in stand-by. Non chiuso, non smentito. Semplicemente fermo. In questa fase non ci sono segnali che portino a un’accelerazione concreta, né elementi che autorizzino a entrare nel merito di una trattativa vera e propria.

La sensazione è chiara: Sarri il profilo lo apprezza, ma non spinge. Non forza la mano, non alimenta illusioni. Perché oggi, oggettivamente, non vede ancora le condizioni per trasformare un’idea in un’operazione praticabile.

E la Lazio, allo stesso tempo, non sembra muoversi sulle traiettorie indicate dal tecnico, almeno per ora. Le scelte seguono altri parametri, altre priorità, altre valutazioni. Loftus-Cheek resta un nome sullo sfondo, non una pista calda.

Ne esce uno stallo silenzioso.
Nessuna smentita dunque, ma nemmeno un passo avanti. Nessuna chiusura definitiva, però nessun segnale che faccia pensare a uno sviluppo immediato.

È la fotografia fedele di questo momento: il mercato delle idee corre più veloce di quello delle possibilità. Loftus-Cheek resta lì, sospeso. Un nome che piace, ma che oggi non trova ancora strada.

Nel calcio, spesso, non basta volere.
Serve poterlo fare.

Alessandro Zappulla
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Alessandro Zappulla
Notti insonni e fiumi di parole. Il giornalismo è un gene folle che ti tiene vivo. L'aquila sul petto, un battito mai domo. Insieme fanno: La Lazio Siamo Noi, dal 2008. Io invece cronista dal 2005, con il motore sempre acceso