Malagò: "La Serie A è il motore, ma la FIGC fa la differenza"
Giovanni Malagò e Gabriele Gravina sono insieme a Roma, al Circolo dei Canottieri di Aniene, dove si tiene la presentazione del nuovo libro di Ivan Zazzaroni. Potenzialmente, i due che si passano il testimone della presidenza FIGC. In chiave Nazionale, presente anche Roberto Mancini, che si è salutato anch'esso con Malagò e con Gravina, favorito in caso di vittoria alla corsa dell'ex leader del CONI.
"Le società hanno come unica fonte di guadagno i ragazzi, che spendono troppi soldi per giocare. Ma se vanno a giocare a tennis o in piscina è ancora peggio, così come per equitazione o sport invernali. Se non hai qualcosa che supporta questo sistema, il sistema va in difficoltà. Noi siamo stati abituati a giocare sul cemento e nei cortili, tutto questo purtroppo è finito. Quello spazio lì ora è sfruttato per altre cose, magari un parkour o un campo di basket 3vs3. Questi temi sono i presupposti di tutto, dalla base il problema arriva fino alla Serie A", il pensiero di Malagò.
Poi conclude le sue riflessioni così: "Federazione e Lega Serie A sono state in grandi conflitti e molte volte è stato dovuto a singoli soggetti che volevano rendere il più possibile indipendente la Lega. La Lega è il motore economico, ma dal punto di vista Federale è la Federazione a fare la differenza. I presidenti della FIGC negli ultimi 25 anni hanno quasi tutti un curriculum proveniente dal calcio dilettantistico, io ho un curriculum diverso. Questi due mondi devono coesistere, non combattere. Ancora non ho avuto un minuto per vedere il Mondiale, non cancello impegni per vedere le partite. Sono però una persona che si informa su tutto e la cosa spaventosa è che oltre un quarto dei giocatori presenti al Mondiale non sono nati nei paesi dove adesso stanno giocando. Ricordate il concetto di Ius Soli e Ius sportivo? Guardate cosa è successo con pallavolo e atletica, guardate quelli che sono i principali protagonisti italiani".
