Lazio, Zazzaroni attacca Lotito: "Come si fa ad andare avanti così?"
RASSEGNA STAMPA - Il direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni continua ad andarci giù pesante nei confronti della gestione del club biancoceleste. Nell'edizione odierna del quotidiani, nel suo editoriale, Zazzaroni critica ampiamente la gestione "a saldo zero" che da sempre caratterizza la società Lazio. Di seguito le sue parole.
"Benvenuti al mercato a saldo zero, una specie di Mercante in fiera in cui al buio, tra un bicchiere e una fetta di panettone, si scambia la carta (il giocatore) con il vicino e ne si ottiene un’altra - uno vale uno, vi ricorda qualcosa? - sperando in un colpo di culo. Così vanno le cose dalle parti della Lazio ed è pacifico che, come ne Il Gattopardo, perché tutto rimanga com’è, è necessario che tutto cambi".
Poi torna il riferimento ai sogni, aspetto tanto caro in questo periodo storico per i tifosi della Lazio: "I sogni, l’ho ripetuto decine di volte, nel calcio hanno un prezzo e un costo e prevedono un impegno economico - a star bassi - di decine di milioni che con ogni evidenza, dalle parti di Villa San Sebastiano, non hanno alcuna intenzione di sostenere. Si naviga così a vista, riempendosi la bocca di una parola, sostenibilità, che sembra pronunciata da un capo del governo in procinto di annunciare una manovra finanziaria lacrime e sangue, ma che con le ambizioni pallonare c’entra pochissimo".
Zazzaroni continua e attacca Lotito, colpevole di non seguire la scia dello spettacolo. Lotito non investe, la Roma sì. C'è anche il tema dell'equilibrio, che può essere giustamente considerato un valore, "Ma come suggerisce Einstein, se vuoi stare in equilibrio devi muoverti. E la Lazio di Lotito è immobile da troppo tempo". C'è amarezza, anche per gli addetti ai lavori come Zazzaroni: "Un’amarezza che non somiglia a una novità ed è figlia dell’assuefazione perché è da una vita che la Lazio fa mercati a saldo zero. È a saldo zero nella sua essenza, nella sua quotidianità, nella sua prospettiva esistenziale".
Infine, la chiosa che fa rumore: "Saldo zero è la traduzione esatta di salto zero. La botta psicologica e il disincanto, ormai tatuato sotto pelle, il tifoso li avverte, li subisce, li introietta. E poi, come è ovvio - bisogna pur provare a tendere alla felicità - si disamora. La protesta, la rinuncia dichiarata, il ponte sul quale sventola bandiera bianca ha tante ragioni stratificate nel tempo e un solo padre (padrone). Come si fa ad andare avanti così? Come si fa a nutrirsi di solo rimpianto? Come si fa a ricordare, eternamente, che un giorno in questa squadra giocarono Salas, Stam e Veron? Non si può. E infatti, come nei film con Troisi, si è fatto silenzio. Un silenzio che fa ridere soltanto chi laziale non è. Un silenzio che sa di funerale".
