Pierpaolo Marino su Reja: "Uomo di cemento armato, la scelta migliore per la Lazio"
L’ha portato al Napoli, con lui ha condiviso tutta la cavalcata che portato il Napoli dalla C1 alla Coppa Uefa. L’ex direttore sportivo partenopeo, Pierpaolo Marino, intervenuto stamattina nel contenitore di Radiosei, ‘Sei Volte Buongiorno’, non ha dubbi quando parla di Edoardo Edy, Reja. “E’ una persona seria, un grande professionista, esperto, capace di guidare con autorevolezza e sagacia tecnico-tattica – spiega l’ex braccio destro di De Laurentiis – Lo conosco da quando allenava il Cosenza, non posso che dire bene se si concretizzerà”. Ma Reja è un tecnico che pretende di avere il manico del gruppo, ha la personalità giusta per arrivare a Roma? “E’ roccioso, il classico friulano con attributi ed esperienza per i subentri in situazioni spiacevoli di classifica. Nelle sabbie mobili non è facile gestire – spiega ancora Marino – Qui non si è più abituati a lottare per la B, chi conosce questa realtà si cementa, si incolla alla squadra e soffia alle spalle, per chi parte con diverse ambizioni serve gestire le insoddisfazioni e le contestazioni, in altre parole Reja è un uomo di cemento armato, in grado di pilotare la Lazio”. L’erede di Ballardini lavora con un ristretto gruppo di collaboratori. “Non ha bisogno di molte figure – rivela Marino – Per l’esperienza di 30 anni gestisce anche la parte tecnico-fisica, grazie anche al preparatore, il professor Febbrari. Con noi, negli anni precedenti, a livello fisico il girone di ritorno garantiva sempre performance prestigiose, solo l’ultima stagione c’è stata una flessione per una questione legata alla società ed esterna allo spogliatoio. Il tecnico isontino si avvale anche di Facciolo, preparatore dei portieri attualmente libero (ma la Lazio si affiderà a Grigioni, ndr). Il secondo è Viviani, l’ex mediano del Vicenza che attualmente allena la San Bonifacense in C2 – continua il dirigente del primo scudetto partenopeo – Bisogna saper gestire l’emergenza, con i subentri si può agire poco sulla preparazione, bisogna usare il bisturi con opera di microchirurgia. Adotta la filosofia di Capello, Trapattoni, Reja è un uomo concreto a cui non serve un laboratorio di energia nucleare”. Ma Reja sa gestire il gruppo? “Abbiamo fatto scudo rispetto agli assalti esterni – rivela – Se si farà dare le autonomie giuste, e credo che Lotito gliele concederà perchè anche lui ha il timore di retrocedere, credo che tutti si affideranno a Reja, va supportato, se venisse abbandonato dal club anche lui non avrebbe i poteri magici per rsiolvere la situazione. Ripeto, Reja è una scelta adeguata, non c’era niente di meglio in questo momento, credo sarà lui il nuovo tecnico”. Ultime due battute sul modulo preferito e sul passagio di Gargano al Napoli, il centrocampista tre anni fa era stato accostato più volte alla Lazio. “Ha iniziato come secondo di Galeone con il 4-3-3, poi 4 anni fa provo, l’anno della B insieme con la Juventus, adottò il 3-5-2, mantenuto nei tre anni successivi. Questo schema ci ha dato grandi risultati, abbiamo sconfitto Milan, Juventus, senza dimenticare i due successi con l’Inter, nerazzurri sconfiti dopo il record di imbattibilità – chiude – Gargano? Pablo Betancourt è il suo tutor uruguaiano, cui s’appoggia D’Ippolito. L’ho trattato direttamente con Betancourt, ci stavamo sopra da tempo e abbiamo chiuso quando ritenevamo farlo”.
