Una grande sorpresa tra le squadre appena promosse?

22.06.2026 18:15 di  Mauro Rossi   vedi letture
Una grande sorpresa tra le squadre appena promosse?

Tre nomi nuovi sul tabellone della prossima Serie A, anche se di nuovo, guardandoli da vicino, hanno davvero poco. Venezia, Frosinone e Monza risalgono dalla cadetteria con l'entusiasmo di chi ha appena vinto qualcosa e l'aria di chi quella scala l'ha già percorsa di recente, quasi sempre nella direzione opposta. La domanda seria, allora, non è se faticheranno. È quante di loro reggeranno l'urto, perché la storia recente del torneo lascia pochi margini di illusione: almeno una rifarà le valigie per la B prima ancora di aver disfatto quelle dell'estate.

Il quadro si è completato da poco. Il Venezia ha dominato il campionato, chiuso davanti a tutti con il miglior attacco del torneo e la promozione blindata con una giornata d'anticipo; il Frosinone ha agganciato la seconda promozione diretta per un solo punto; il Monza, terzo, è passato dalla finale playoff contro il Catanzaro, decisa dal miglior piazzamento in classifica dopo un doppio confronto chiuso in parità. Sono i verdetti emersi dai playoff di Serie B, e raccontano già qualcosa di scomodo: due di queste tre rientrano nella massima serie a un solo anno dalla retrocessione, con il bagaglio ancora mezzo pieno dell'ultima stagione.

Conviene allora togliere un po' di zucchero alla narrazione della favola. Una neopromossa non riparte mai da zero, riparte da un organico pensato per un altro campionato: una rosa che in Serie B segnava a raffica e che in A rischia di non vedere la porta, una difesa che laggiù sembrava invalicabile e quassù prende gol con una facilità sospetta. Venezia e Monza, scese appena dodici mesi fa, conservano almeno una struttura già abituata al livello superiore. Il Frosinone, invece, è la definizione stessa di ascensore: così tante volte su e giù che ormai il tragitto lo conosce a memoria, sceso nel 2024 all'ultima giornata con trentacinque punti e già pronto a riprovarci.

C'è poi un termometro meno romantico ma onesto fino alla crudeltà. Chi studia il campionato ogni giorno, partita dopo partita, queste tre squadre le ha già soppesate da tempo, e quasi mai le colloca lontano dalla zona calda. Non a caso la dritta del giorno con cui gli analisti del settore pesano forma, valore delle rose e calendario tende a leggere le neopromosse come incognite da maneggiare con prudenza, mai come riferimenti solidi su cui poggiare un giudizio. È una lettura che parte dai numeri prima che dal blasone, e i numeri, in questo caso, non consolano nessuno.

Ed eccolo, il dato che andrebbe stampato sopra ogni proclama di luglio. Negli ultimi dieci anni esattamente la metà delle neopromosse è rimasta in Serie A, quindici salvezze su trenta, e le statistiche delle ultime stagioni descrivono un equilibrio che non si è mai rotto nei due estremi: mai tutte e tre rimaste in piedi, mai tutte e tre ricacciate giù. Per ritrovare un'annata in cui il terzetto al completo restò aggrappato alla categoria, tornate indietro di quasi vent'anni. Da allora, puntualmente, ogni estate ne parte almeno una con la valigia già socchiusa accanto al letto, e non sempre è quella che alla vigilia veniva indicata come la più fragile.

Gli ultimi tornei lo ribadiscono senza pietà. La scorsa stagione, delle tre neopromosse, si è salvato solo il Sassuolo, mentre Pisa e Cremonese sono tornate in B dopo una sola stagione; dodici mesi prima erano stati il Como, decimo, e il Parma, salvo all'ultima giornata, a reggere, mentre il Venezia tornava giù. Lo stesso Monza, che pure firmò la migliore stagione recente di una matricola superando i cinquanta punti, ha avuto bisogno di tre anni prima di essere risucchiato di nuovo. La regola, se una ne esiste, è un'altra: resta in piedi chi cambia pelle in fretta, chi capisce subito che la Serie B è un altro sport e si attrezza di conseguenza, e non chi si ripresenta con la stessa identica rosa della promozione, convinto che basti il salto di entusiasmo.

Il calendario, dal canto suo, non regala niente. La stagione scatta nel weekend del 22 e 23 agosto e ripropone la struttura asimmetrica, con il girone di ritorno che non ricalca l'andata e una lunga sosta autunnale per le nazionali spalmata su due weekend, pronta a spezzare il ritmo proprio quando una matricola dovrebbe carburare. Bastava scorrere i criteri del nuovo calendario per intuire che il margine d'errore, per chi parte dietro, sarà sottilissimo. E quei punti pesanti andranno strappati anche là dove fa più male, in trasferta contro una piazza strutturata come la Lazio, dove per una neopromossa anche un solo pareggio vale spesso più di tre punti facili raccolti altrove.

Il romanticismo dice che qualcuno romperà lo schema, che esiste sempre la matricola capace di prendersi la scena e far ricredere tutti. La matematica, intanto, ripete da quasi vent'anni la stessa frase, e finora non l'ha smentita nessuno. Quale delle tre avrà la rosa, la testa e la fortuna per restare aggrappata fino a maggio? E, soprattutto, quale ha già la valigia poggiata accanto alla porta senza essersene ancora accorta?