Stadi, Miozzo (Cts): "Impensabile aprire a più di 1000 persone, ecco perché"

Il coordinatore del Comitato tecnico scientifico ha spiegato perché, secondo lui, è impensabile ammettere ulteriori tifosi negli stadi.
21.09.2020 11:30 di Lalaziosiamonoi Redazione   Vedi letture
Fonte: lalaziosiamonoi.it - Leonardo Giovanetti
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Stadi, Miozzo (Cts): "Impensabile aprire a più di 1000 persone, ecco perché"

La riapertura degli stadi è un tema che, almeno in Italia, sta dividendo. Se da una parte c'è chi pensa che la riammissione dei 1000 tifosi negli impianti sportivi sia il minimo, dall'altra c'è chi vede altre priorità per il nostro Paese. È il caso di Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, che si è espresso così al Corriere della Sera.

RIAPERTURA STADI - "A chi preme per riaprire gli stadi vorrei ricordare le conseguenze drammatiche che ha avuto Atalanta-Valencia del 19 febbraio scorso. In questo momento abbiamo altre priorità, pensare di riempire gli spalti sarebbe una follia. Per Atalanta-Valencia non c’erano misure di protezione? È vero e questo è un aspetto positivo per il ritorno alla normalità, ma oggi l’ apertura degli stadi è ostacolata da almeno tre problemi. Il primo è la vicinanza tra le persone, il momento in cui si esulta, quello in cui si protesta. Poi ci sono gli ingressi, quando ci si accalca alle biglietterie e ai varchi di accesso, e il deflusso. Aprire con più di mille spettatori è in questo particolare momento impensabile, il mondo del calcio è troppo importante per il nostro Paese, in previsione di una graduale apertura sarà necessario verificare gli effetti che questi eventi possono causare sulla curva e su quel maledetto indice di trasmissione Rt che a noi preme mantenere sotto controllo. È importante seguire le esperienze degli altri Stati dell’Ue".

GLI ALTRI PAESI - "Regno Unito? Certo, ma anche altri Paesi guardano con preoccupazione la riapertura degli stadi. Qualcuno come la Germania ha fissato una capienza massima al 20 per cento ma si riserva una nuova valutazione, altri hanno un approccio variabile ma tendenzialmente riduttivo e con grande prudenza. La curva epidemica sale ovunque e bisogna comportarsi di conseguenza".

DANNO ECONOMICO - "Lo so bene, infatti il mio è un discorso da tecnico della Salute e di Protezione civile, poi deve essere la politica a decidere. Io posso dire che l’ indicazione di non far svolgere gli eventi sportivi ha avuto, per noi, lo stesso effetto del divieto per i funerali perché si privano i cittadini di momenti importanti per la nostra vita, celebrare momenti di gioia o di dolore. Ora però dobbiamo occuparci di altri aspetti fondamentali per la comunità e la priorità assoluta, quantomeno per noi tecnici, è la scuola".

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