Tudor, debutto da incubo col Tottenham: travolto nel derby contro l'Arsenal
Il debutto di Igor Tudor sulla panchina del Tottenham Hotspur è stato tutt’altro che indolore: nel North London Derby, gli Spurs sono stati travolti dall’Arsenal per 4-1, nonostante alcuni segnali positivi, come la ritrovata verve di Randal Kolo Muani.
Arrivato come "pompiere" per sostituire Thomas Frank e nominato fino al termine della stagione, il tecnico croato si trova a dover gestire una squadra in piena crisi: il Tottenham è sedicesimo in Premier League e già eliminato da FA Cup e League Cup. Una posizione inaspettata per un club che non conosce la retrocessione dalla stagione 1977-78. L’obiettivo è chiaro: stabilizzare la squadra, ristabilire ordine nello spogliatoio e salvaguardare la permanenza nella massima serie. Ogni punto diventa prezioso e ogni partita assume i contorni di una finale.
"Bisogna lavorare", ha sottolineato Tudor. "In passato abbiamo preso troppe cattive abitudini. Ognuno di noi deve mettersi in discussione, progredire e dimostrare umiltà. Tutto si basa sul lavoro: correre di più, vincere i duelli, recuperare i secondi palloni. Ci siamo preparati per quattro o cinque giorni, ma loro erano più veloci. I giocatori hanno mostrato determinazione, volevano correre e agire, ma abbiamo pressato alto senza riuscire a recuperare il pallone. Sono più forti, hanno più potenza ed energia. Ci credono di più e questo fa la differenza. Dobbiamo imparare da questo".
Oltre ai numeri sul tabellino, il vero banco di prova per Tudor sarà la capacità di infondere nuova mentalità e solidità tattica in uno spogliatoio fragile, per affrontare una parte finale di stagione decisamente ad alta tensione.
