Manfredini: "Vi racconto la mia Lazio: Delio Rossi, la Champions e... Lotito"

13.04.2026 12:00 di  Andrea Castellano  Twitter:    vedi letture
Manfredini: "Vi racconto la mia Lazio: Delio Rossi, la Champions e... Lotito"
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© foto di Federico De Luca

RASSEGNA STAMPA - "Le esperienze con Lazio e Fiorentina sono imparagonabili per me. A Roma ho vissuto tanti anni, ho vinto due trofei, ho giocato la Champions League segnando un gol e ho condiviso lo spogliatoio con dei campioni eccezionali, riuscendo a ritagliarmi uno spazio importante", inizia così l'intervista di Christian Manfredini, doppio ex di Fiorentina - Lazio, ai taccuini de Il Cuoio. Da subito ha ripercorso la sua carriera in biancoceleste: "Sono arrivato in una Lazio in difficoltà, ma composta da giocatori che avevano fatto parte della squadra che dominava in Italia e in Europa. Nella mia seconda avventura invece era una Lazio meno forte: forse più vicina alle mie caratteristiche".

Il suo primo arrivo nella Capitale non è stato dei più semplici: "Ricordo che la Lazio venne a Verona e chiuse l’acquisto di Oddo, che giocava con l’Hellas, e il mio che ero al Chievo. Con Massimo l’accordo fu firmato a gennaio, io avrei dovuto aspettare la fine del campionato. La Lazio doveva chiudere delle cessioni importanti prima di poter fare degli acquisti, perché la situazione non era florida. Si chiuse tutto il 30 agosto, a un passo dal gong. E per me fu un problema perché da una parte si crearono delle aspettative troppo alte nei miei confronti e perché arrivai all’ultimo, entrando in uno spogliatoio di altissimo livello. L’esperienza fu bella, ma complicata. Diciamo che con il passaggio tra Chievo e Lazio ho fatto un po’ di fatica. Quindi i primi mesi furono molto difficili", ha raccontato.

Al suo ritorno alla Lazio nel 2004, invece, ha trovato Lotito: "All’inizio tutto andò bene. Io avevo capito certe spigolosità del suo carattere. Lui è un burbero, che vuole sempre avere l’ultima parola. Ma se lo sai prendere bene, diventa un uomo che mantiene le promesse e che lavora tanto. A me rinnovò il contratto: spalmandolo, trovando un accordo che andava bene per tutti. E mi difese da tante critiche", ha spiegato. E poi ha continuato: "A un certo punto le cose cambiarono. Io avevo due anni di contratto e mi chiese di lasciarli. Avevo 36 anni e non mi sembrava una cosa fattibile. Provai a fargli cambiare idea: gli chiesi di venirci incontro, ma lui fu irremovibile. Io non potevo accettare di perdere due anni, già contrattualizzati. Alla fine rimasi due anni fermo, ma non persi nulla. Purtroppo su certe cose era intransigente. Anche Pandev e Ledesma ebbero problemi simili".

Anche in passato il presidente biancoceleste era contestato dai tifosi, come succede adesso: "Lotito era contestato già quando giocavo io. Lo sarà sempre, soprattutto se certi aspetti del suo carattere non cambieranno: lui deve avere sempre l’ultima parola e sarà sempre o bianco o nero. Dal punto di vista dei risultati non ha fatto male: ha vinto trofei, si è ritrovato a giocare contro club molto più forti economicamente. Ma a volte non bastano solo i risultati". Con Mancini, invece, ha avuto un buon rapporto: "Mi diede la possibilità di farmi notare, di emergere: giocai tante partite dall’inizio, sia in campionato che in Coppa Italia e in Europa".

Lo stesso vale per Delio Rossi, che l'ha allenato alla Lazio: "Con lui ho giocato tanto e fatto bene. Mi mise mezzala, esterno, punta, trequartista. Sono stato avvantaggiato perché mi ha allenato anche al Genoa anni prima. Lì era molto più zemaniano come mentalità. Alla Lazio l’ho trovato diverso. Ottenemmo prima una qualificazione in Europa, poi ci qualificammo per la Champions League. Giocai in Champions, segnai un gol al Werder Brema e in palcoscenici importanti". Indimenticabile poi il suo gol al Palermo: "Quello di gluteo. Lo so che sembra assurdo, ma io ci andai apposta. Era l'unico modo per provare a segnare. Ed andò bene: affrontammo quel Palermo che era una bella squadra ed eravamo sotto 2-0. Iniziammo a giocare e recuperammo, sospinti dal pubblico. I laziali ti danno una carica incredibile: il mio gol ribaltò il risultato".

Andrea Castellano
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Andrea Castellano
Roma, classe 2003. Giornalista pubblicista da ottobre 2023. Redattore e inviato per Lalaziosiamonoi.it. Inviato e speaker per Radio Laziale.