Romagnoli, tra cuore e rottura siamo alla resa finale: ipotesi rescissione
Alessio Romagnoli è rimasto. Non è più partito.
A gennaio era tutto fatto: Qatar, il club allenato da Roberto Mancini, un contratto fuori scala, i saluti social, l’addio sotto la curva. Poi, al fotofinish, la trattativa è evaporata. Non per un ripensamento romantico, ma per un tira e molla che non si è mai davvero ricomposto. E così è rimasto lì, a Formello. A correre, a lottare, a fare il suo. Con quella fascia invisibile che lo lega a un popolo che sente suo, ma anche con un peso dentro che non è più leggero come prima.
Romagnoli è questo: il laziale vero, quello della maglia biancoceleste indossata sotto altri colori, quello della 13 scelta per Nesta, quello che non ha mai fatto finta. Ma oggi l’amore convive con altro. Con l’attesa di un rinnovo che non arriva, con la distanza da Lotito, con una sensazione che il percorso stia arrivando al limite naturale. E allora il campo diventa battaglia del momento: la Coppa Italia, la corsa verso una finale che può dare senso a tutto. Ma dentro, qualcosa ribolle e si muove.
Un malessere che non svanisce anzi resta intatto nei confronti di chi dirige quel club del quale Alessio è tifoso sin da bambino. E lì entra in scena, senza fare rumore un'idea. E' emersa nelle concitate ore finali della diatriba tra calciatore e società al gong del mercato invernale: l’Articolo 17 FIFA. Una norma che permette la rescissione unilaterale dopo il periodo protetto, con indennizzo e tempi precisi. Chi decide di procedere su questa via deve inviare la comunicazione al club tramite pec entro 15 giorni dall’ultima partita ufficiale. Non è una via semplice, non è gratuita. È una scelta forte. Romagnoli ci pensa, questo sì. Dentro un livore che nasce da aspettative tradite. L’idea esiste, è più di un pensiero. Ma non è ancora una decisione definitiva. Anche perché, fuori dal campo, il contesto pesa: le tensioni internazionali, la guerra che lambisce quelle aree tra Iran, Qatar e Dubai, aggiungono incertezza a uno scenario già complesso. E allora tutto resta sospeso. Tra la voglia di chiudere un ciclo e il richiamo di una maglia che, comunque vada, resta casa.
