FOCUS - Di Gennaro: la grande occasione, l’incrocio con gli Inzaghi e quella sfida vinta da regista

Pubblicato il 19-07 alle 21.00
20.07.2017 07:15 di Gabriele Candelori Twitter:   articolo letto 24340 volte
Fonte: Gabriele Candelori - Lalaziosiamonoi.it
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
FOCUS - Di Gennaro: la grande occasione, l’incrocio con gli Inzaghi e quella sfida vinta da regista

Nella vita la grande occasione arriva sempre. Prima o poi. L’importante è saperla sfruttare. È qui che si traccia il solco nella strada che porta al successo. C’è il predestinato e chi impiega più tempo. Magari 29 anni. Come Davide Di Gennaro, professione calciatore e svincolato. O almeno ancora per poco. Dato che il centrocampista milanese è pronto per essere ufficializzato come rinforzo per la mediana di Inzaghi. Un’operazione che non avrà lo stesso clamore mediatico di Lucas Leiva. E che probabilmente non susciterà lo stesso entusiasmo nei tifosi. Ma l’acquisto di Di Gennaro è un colpo a parametro zero che potrà rivelarsi utile per la stagione della Lazio.

UNO SGUARDO ALLA CARRIERA - Si è dovuta attendere la partenza di Cataldi affinché la trattativa si sbloccasse. L’arrivo comunque era stato soltanto congelato. E in attesa di novità intanto il calciatore stava seguendo un allenamento personalizzato. Cresciuto nelle giovanili del Milan, Di Gennaro ha fatto il suo esordio in Serie A il 19 maggio 2007 contro il Livorno. Ingresso in campo al posto di Costacurta e una data che resterà sempre impressa nella sua mente. Il Milan come realizzazione di un sogno e simbolo del rimpianto. “Quando sono tornato a vestire quella maglia (dopo i prestiti a Bologna e Reggina, ndr) ai tempi di Leonardo allenatore purtroppo non stavo bene fisicamente e non me la sono potuta giocare alla pari con gli altri”, ha raccontato qualche anno dopo. Quel fisico, inizialmente un po’ gracile, lo ha fatto maturare solo con il tempo. Anche una questione di fiducia: nei propri mezzi e da parte dei vari tecnici. Prima di tornare in Serie A ‘Dige’ di tempo ne ha impiegato. Ben sei stagioni e due promozioni. Tanta la gavetta in Serie B: Padova, Modena (qui il record di 11 reti stagionali), Spezia, Palermo, Vicenza e Cagliari. L’ultima squadra prima della Lazio.

UNA RIVINCITA A META’ - Ecco anche il Cagliari. Un capitolo importante nella sua carriera. Per comprenderlo fino in fondo bisogna fare però un piccolo passo indietro. Di Gennaro nasce trequartista. Merito di una grande qualità, un piede mancino educatissimo e un’ottima visione di gioco. E conseguenza di una rapidità non proprio eccelsa. In Sicilia però arriva la svolta: “È partito tutto quando giocavo al Palermo. Ne parlai con Iachini, abbiamo fatto qualche prova ma in quel ruolo il titolare era Maresca…”. In effetti il classe 1988 di partite quell’anno non ne giocherà molte. E la consacrazione arriverà solo con il Vicenza terzo in B. Ma il passaggio è fondamentale: con i rosanero è l’inizio di una sfida personale. Si riscopre regista e si pone come obiettivo il ritorno in Serie A in quella zona del campo. In Sardegna ci riesce e, dopo aver trascinato la squadra di Rastelli alla promozione, è uno dei più positivi della prima parte di stagione in massima serie (2 gol e 5 assist). Prima dei problemi contrattuali e una seconda parte passata da spettatore non pagante. L’esperienza isolana mostra però quelle caratteristiche tecniche che potranno giovare alla Lazio a partita in corso e con tre competizioni da disputare. Un giocatore in grado di ricoprire tutti i ruoli della mediana, ricucire i settori e offrire diverse soluzioni da fuori area e da fermo. In breve un profilo pronto per il grande salto. “È un grande professionista e un bravissimo ragazzo. Non è Biglia ma ci può stare”, assicura il suo ex tecnico a La Spezia Gianluca Atzori. “Secondo me Di Gennaro sarà un grande acquisto della Lazio. Nel panorama italiano è sottovalutato. È un regista arretrato dalle grandissime qualità tecniche”, conferma l’ex ds cagliaritano Stefano Capozucca.

IL PUPILLO DI PIPPO AL SERVIZIO DI SIMONE - A chiudere il cerchio c’è poi un elemento che va ad aggiungere quel tocco in più a questa storia di riscatto.  Di Gennaro è arrivato alla Lazio. Ma non sarebbe stato sorprendente vederlo al Venezia. E allora direte voi? Un motivo c’è. Davide è un pupillo di Filippo Inzaghi da quando era ancora soltanto una promessa del Milan: “È un grande. Mi aveva preso sotto la sua ala protettrice. È meticoloso da morire. Pensa - ha raccontato a gianlucadimarzio.com - capitava spesso che cenassimo da lui perché abitavamo vicini e si metteva a guardare ogni partita di qualsiasi categoria: uno del suo spessore spulciava ogni dettaglio delle serie minori, conosceva giocatori poco conosciuti. Questo ti fa capire il tipo di professionista”. Quella maniacalità da sempre condivisa con il fratello Simone. Al quale avrà senza dubbio raccomandato quel ragazzo che tanto lo aveva sorpreso in rossonero. Un ragazzo che detta i tempi in Serie A e si prepara alla grande occasione della sua vita. Prima o poi arriva sempre. Anche alle porte dei trent’anni.