Lazio, ecco Raul Moro: il cohete di Abrera e nonna Loli come prima fan

Alla scoperta di Raul Moro, nuovo giocatore della Lazio, acquistato nell'ultimo giorno di calciomercato. Un 2002 tutto da scoprire.
04.09.2019 07:22 di Francesco Tringali   Vedi letture
Fonte: Francesco Tringali - Lalaziosiamonoi.it
Lazio, ecco Raul Moro: il cohete di Abrera e nonna Loli come prima fan

5 dicembre 2002. Il World Trade Center ha già visto passare il suo primo anniversario dal disastro, anniversario a cui punta ancora l'Euro nel Vecchio Continente. Quante cose dovrà scoprire Raul Moro, che in quei primi giorni di dicembre fu il regalo migliore per mamma Pili. Ad Abrera, in Spagna, la famiglia Moro vive in un complesso proprio affianco a un campo da calcio, dunque con quel rimbalzo sferico sempre fisso nelle orecchie. E, considerando che non puoi allontanare un bambino da un pallone, a quattro anni Raul è già iscritto alle Promesas del Abrera. Tipo cocciuto e dalle idee chiare lo spagnolo: chiede di poter fare la punta e rifiuta ogni flirt di Prebenjamín, Barça ed Espanyol. Vuole solo l'Igualada, scelta sorprendente ma redditizia: sei stagioni totali, traghettato subito nella squadra maggiore e quasi trenta gol al secondo anno sott'età. A bordocampo sempre pronto il suo talismano, nonna Loli che non perde nessuna partita, salute permettendo. È la sua più grande fan, lo scudo migliore in campi ancora troppo impolverati.

IL GRANDE SALTO - I primi amori e lo studio non lo scoraggiano, c'è da prendere ancora delle scelte: l'Espanyol si rifà sotto, è un treno troppo importante stavolta. Raul consiglia Raul, un confronto padre e figlio (omonimi) da cui scaturisce la decisione di accettare questa prima ghiotta occasione. Una stagione strepitosa quella d'esordio, a confermare tutto il potenziale nel serbatoio catalano. Talento non passato inosservato al Barcellona: La Masia (struttura di formazione del vivaio blaugrana) lo corteggia da anni, ancora un altro step della carriera da fare. Selezione giovanile della regione catalana prima, Under 17 iberica poi (sei gare due gol), Juvenil B del Barcellona prima dell'esperienza laziale da iniziare da qui a breve. Sarà aggregato alla Primavera, è la prima esperienza all'estero. In Spagna lo chiamano "El cohete", il razzo di Abrera nipote preferito di nonna Loli, talismano anche a chilometri di distanza.

SPAGNOLO DOC - Calcisticamente è il tipico canterano blaugrana: brevilineo, sgusciante e tremendamente tecnico. Manca in altezza (1,72), compensa in sostanza: palla sempre in controllo sul destro, quello preferito. Fascia mancina quella da battere, a rientrare per andare al tiro, arma migliore del suo repertorio. Perfetto per un 4-3-3, complicatissimo da marcare. Alla Lazio dovrà esser bravo ad adattarsi al 4-3-1-2 di Menichini, sfidando le proprie caratteristiche per giocare più centrale, più seconda punta. Ce l'ha nelle corde: esplosivo e creativo, ama appoggiarsi sul pivot per inventare tra le linee. Non serve dire che è giovanissimo (17 anni ancora da compiere) e i margini di miglioramento sono tanti così come gli errori di gioventù da commettere. Ma sempre con Javi e Iván Garcia, amici del cuore e compagni di viaggio calcistico. Con quell'area da bravo ragazzo che non si fa intimorire dalle scelte di vita. La Lazio è una di queste.

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Articolo pubblicato il giorno 3/9/19 alle ore 18:00