Lazio, ora Inzaghi ha bisogno di tutti: giovani e gregari, la rosa deve rispondere

Da Bastos a Vavro, da Lukaku ad Andre Anderson, passando per Adekanye, la Lazio deve poter contare su tutti i suoi elementi.
25.06.2020 10:00 di Marco Valerio Bava Twitter:    Vedi letture
Fonte: MarcoValerio Bava-Lalaziosiamonoi.it
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Lazio, ora Inzaghi ha bisogno di tutti: giovani e gregari, la rosa deve rispondere

Venti minuti di calcio champagne, avanti 0-2 e vicinissima al tris che forse avrebbe chiuso il match. Poi il calo fisico evidente, le gambe pesantissime di alcuni big, gli errori e un avversario che corre come se l’interruzione causata dal Covid fosse durata un paio di settimane. Giusto il tempo di tirare un po’ il fiato. La Lazio cade a Bergamo, esattamente un girone dopo. L’ultima sconfitta era datata 25 settembre, 1-0 a Milano, contro l’Inter, firmato D’Ambrosio. Poi solo risultati utili, compresa quella rimonta d’un girone e otto mesi fa, contro l’Atalanta che c’era riuscita a fare 3 gol nel primo tempo, ma non le erano bastati per abbattere l’aquila. Il destino è stato beffardo, ma il campo ha scoperchiato una serie di criticità su cui bisognerà lavorare e riflettere. La Lazio è crollata dopo 25’, s’è spenta, s’è arroccata in difesa e non è più ripartita, subendo i ritmi tambureggianti dell’Atalanta. La rimonta è stata quasi naturale, perché la Dea ha dominato e meritato dal 35’ e poi soprattutto nel secondo tempo che mette a referto numeri impressionanti: sette tiri a zero,169 passaggi completati contro 81, 38 attacchi pericolosi contro 11. Difficile affrontare chi sembra avere le ali ai piedi, soprattutto quando la condizione è deficitaria. La Lazio è sembrata imballata, arrugginita, soprattutto in alcuni uomini chiave, come Immobile e Luis Alberto, irriconoscibili nella notte del Gewiss Stadium. 

INFORTUNI - A complicare il quadro ci sono messi anche gli infortuni di Cataldi, Correa e Radu che hanno dovuto lasciare il campo per problemi diversi. A preoccupare è il 32 che ha riportato un problema al ginocchio che andrà valutato nelle prossime ore. Mentre per Correa e Radu si tratta di semplici affaticamenti muscolari, che però con la Fiorentina distante solo 48 ore, diventano incidenti da non sottovalutare. Inzaghi dovrà dare fondo a tutte le risorse della rosa e dovrà chiedere un contributo vero anche ai gregari, sperando che l’emorragia si plachi. A Bergamo mancavano in tanti: fuori Luiz Felipe, Leiva, Marusic, Lulic, Adekanye e Moro. Sabato è a un passo e l’unico che nutre speranze di rientro è Marusic. Difficilissimo, invece, immaginare Leiva titolare. Quindi ecco che molti dei giocatori già impiegati a Bergamo dovranno fare gli straordinari e si dovrà anche attingere alla panchina per dare freschezza durante la gara, considerando anche che la Viola ha nelle gambe due giorni in più di riposo. L’impatto dei subentrati, contro l’Atalanta, è stato praticamente nullo. Bastos è quello che s’è disimpegnato meglio, mentre Andre Anderson, Lukaku e Parolo hanno faticato.

GREGARI - Eppure ai giocatori meno impiegati ora viene chiesto un contributo, viene chiesto di dimostrare il perché si è scelto di dar loro fiducia. È la loro occasione, dovranno sfruttarla. Bastos avrà finalmente le occasioni che voleva, deve far vedere continuità e concentrazione, aspetti che non sempre sono state sue virtù. Ci sarà spazio anche Denis Vavro che, in campionato, per ora ha messo insieme solo 194’: aveva chiuso bene prima dello stop, giocando da titolare a Genova e disputando un’ottima partita da centrale. Acerbi non potrà giocarle tutte, lo slovacco dovrà farsi trovare pronto. Lukaku dovrà dimostrare di aver superato i problemi al ginocchio, può diventare una risorsa, a patto che il fisico lo supporti. Fin qui ha giocato solo 84’, non è mai partito dal primo minuto, non gli accade, in Serie A, dal 20 gennaio 2019. Inzaghi ci spera, lo apprezza, lo ha difeso, l’ha lanciato nel suo primo anno intero da allenatore, lo sganciò nei derby di Coppa Italia, Jordan rispose presente, toccando l’apice nella finale di Supercoppa Italiana dell’agosto 2017 contro la Juve. Poi il calvario. Il problema alla cartilagine l’ha tormentato per due anni e mezzo, è una spada di Damocle, andrà gestito, ma la speranza è che possa allenarsi con buona continuità. 

GIOVANI, SERVE CRESCERE - La speranza è anche quella che Andre Anderson possa lanciare dei segnali. Fin qui ha giocato pochissimo, solo 36’ in campionato, contro Udinese, Brescia e Atalanta. Non ha mostrato grandi lampi, ma ha anche avuto pochissime occasioni. Tare ci crede, l’ha riportato a Formello dopo l’avventura (tutto sommato positiva) a Salerno. Inzaghi lo vede mezzala sinistra, è il vice Luis Alberto, un ruolo pesante, serve personalità per imporsi. Il ragazzo ha qualità, ma ha 21 anni e deve cominciare a ingranare, serve anche il suo aiuto, a centrocampo c’è crisi, gli uomini sono contati, non si può aspettare. Per ora non s’è mai visto Djavan Anderson, non rientrava nei piani, chissà che non possa avere a disposizione qualche spezzone per dar fiato a Lazzari, con Marusic che giocherà prevalentemente a sinistra. Per questo ruolo di candida anche Luca Falbo che ha già esordito in Europa League. Sempre che il montenegrino si lasci alle spalle i continui problemi fisici che lo stanno tormentando da ottobre. Quando torneranno a disposizione, poi, si dovranno far trovare pronti anche Adekanye e Moro. Bobby s’allena con la prima squadra da questa estate, ha segnato un gol in campionato, nonostante prima dello stop fosse stato utilizzato con il contagocce, solo 77’ in campionato. Inzaghi, però, ora non può più attendere, Adekanye va svezzato, impensabile giocare ogni tre giorni con i soli Correa, Caicedo e Immobile. Occhio anche al baby Raul Moro, ha 17 anni, li ha compiuti a dicembre, non ha mai giocato tra i grandi, ma in Primavera ha mostrato colpi incredibili. In questo momento, impossibile pensare di rinunciare a qualcuno. Nemmeno a un gioiello ancora da sgrezzare.