Lazio, due anni fa le dimissioni di Sarri: dall'ora più buia al ritorno

13.03.2026 03:30 di  Alessandro Vittori  Twitter:    vedi letture
Fonte: Alessandro Vittori - Lalaziosiamonoi.it
Lazio, due anni fa le dimissioni di Sarri: dall'ora più buia al ritorno
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Due anni sono un arco di tempo abbastanza lungo. Nel calcio in due anni può succedere veramente di tutto: il 13 marzo 2024 la Lazio, con un video pubblicato sui canali social e un comunicato ufficiale, annunciava le dimissioni del tecnico Maurizio Sarri, affidando momentaneamente la squadra a Martusciello. Salutava l'allenatore del secondo posto 2022-23, quello dell'ottavo di Champions League vinto contro il Bayern Monaco, l'uomo dei derby. L'ambiente biancoceleste uscì talmente scosso dal corso degli eventi, che per qualche giorno si generò un clima in cui i tifosi additavano come colpevoli delle dimissioni del mister alcuni giocatori.

COSA LASCIÒ SARRI - Le dimissioni di Sarri arrivarono dopo la sconfitta interna contro l'Udinese in campionato, l'eliminazione dalla Champions League a opera del Bayern Monaco, e una stagione che trasmetteva sensazioni pocsei positive. Eppure dopo la ventesima giornata la Lazio occupava la quinta posizione, a -1 dal quarto posto della Fiorentina e a pari merito con l'Atalanta. La semifinale di Coppa Italia venne lasciata in dote a Tudor, scelto come tecnico dopo la parentesi Martusciello durata una sola partita. Il croato tenne una media punti importante (1,91 a partita), ma perse il derby e uscì dalla Coppa Italia, prima di dimettersi anche lui per la lontananza di vedute con la società per il mercato.

'NON ESCLUDO IL RITORNO' - Nell'estate 2025, reduce dall'annata con Marco Baroni in cui incredibilmente e sfortunatamente la Lazio era rimasta fuori dalle posizioni europee, la società corre ai ripari richiamando Maurizio Sarri, nel frattempo rimasto in attesa di un progetto importante. Le offerte sul tavolo per il tecnico toscano non mancano, ma come detto dal diretto interessato, il cuore gli suggerisce di tornare in biancoceleste. Dal 2 giugno, data dell'ufficialità, a oggi, Sarri ne ha affrontate di tutti i colori: dal mercato bloccato a sua insaputa alla media di sei giocatori infortunati a partita, dagli errori arbitrali continui alle cessioni eccellenti a gennaio, per finire con il fuoco amico. Il Comandante, dal canto suo, rimane fedele alla promessa fatta al popolo laziale il giorno, in piena estate, in cui scoprì del mercato bloccato: sopportare tutto fino alla fine. Stavolta non è tempo di dimissioni, Sarri rimane al timone, per portare in porto una nave che viaggia da giugno in piena emergenza.