Lazio - Provedel, tutte le curiosità: "Vi racconto come l'ho scoperto"

09.08.2022 07:15 di Elena Bravetti Twitter:    vedi letture
Fonte: Elena Bravetti - Lalaziosiamonoi.it
Lazio - Provedel, tutte le curiosità: "Vi racconto come l'ho scoperto"

La Lazio accoglie Ivan Provedel. Il portiere ormai ex Spezia, dopo una lunga operazione di calciomercato, è pronto a iniziare una nuova avventura in biancoceleste. La sua storia da estremo difensore inizia tardi, quando aveva appena compiuto 16 anni, e vede tra i suoi protagonisti, oltre al classe '94, Renzo Zanet. Preparatore dei portieri, fu l'unico a dargli una chance mentre gli altri club credevano fosse troppo tardi per un inedito cambio di ruolo. E lui era talmente convinto della sua scelta che era pronto addirittura a riporre gli scarpini al proprio posto se non avesse trovato qualcuno che potesse credere al suo sogno. “Lui voleva fare il portiere a tutti i costi, ma nessuno glielo permetteva. Ha passato tutte le società, ma dicevano fosse troppo tardi per iniziare. E lui era disposto a non giocare più. Aveva una buona struttura fisica, le braccia larghe, voglia di fare, voglia di imparare. Aveva tutte le caratteristiche per diventar bravo. I test che faceva erano in continuo miglioramento, i numeri non sbagliano”, inizia così l'intervista di Renzo Zanet in esclusiva ai nostri microfoni. 

QUESTIONE DI AMBIZIONE - Il preparatore dei portieri, in quel momento al Liapiave, viene chiamato in causa da Zigoni“Lo incontro e mi dice ’Solo tu puoi far giocare uno che vuole fare il portiere e nessuno lo vuole’. Subito vado allo stadio, vedo un gruppo di ragazzi che stavano uscendo. C’era un ragazzino biondino, ho chiesto a Fabio Gasparotto chi fosse. Lui mi dice che era il suo secondo giorno, e che voleva provare a fare il portiere. Era lo stesso di cui mi aveva parlato Zigoni”. A quel punto si mette subito al lavoro“Sono andato a casa, ho preso la telecamera e l’ho registrato per tre giorni consecutivi. Sento nuovamente Zigoni e gli dico: ‘Dammi il numero di telefono, questo può fare il portiere’. Me l’ha dato, io l’ho passato alla mia società che era il Liapiave. Torno ad agosto e lui era lì, consegno a tutti le schede da compilare e iniziamo gli allenamenti”. E proprio su quella scheda Ivan mette il proprio sogno nero su bianco: "Voglio diventare uno dei portieri più forti al mondo". 

"HO QUI BUFFON 2" - Zanet prosegue il racconto, rivelando la necessità, dopo aver visto Ivan in campo, di farlo andare a giocare tra i professionisti. L'Atalanta non lo prende, lo fa l'Udinese: “Iniziamo a lavorare e vedo che cresce. A quel punto vado dalla società e gli dico che avrebbe dovuto giocare sempre in porta. Dopo circa tre, quattro mesi ho parlato col direttore sportivo dicendogli che Ivan sarebbe dovuto andare a giocare tra i professionisti, non poteva continuare a star lì. Lo portai all’Atalanta ma decisero di non prenderlo, a quel punto andai da Trevisan dell’Udinese, gli telefonai e gli dissi ‘Angelo, ho qui Buffon 2. O vieni a vedere se t’interessa oppure lo propongo a qualcun altro’. Sono venuti a vederlo, l’Udinese ha fatto richiesta al Liapiave in prova, è rimasto lì. L’ho seguito quando stava in Primavera. Poi ha fatto il suo percorso: Chievo, Pisa ed è arrivato dov’è arrivato”. E il punto d'arrivo è stata la Serie A, l'ultima stagione quella vissuta da protagonista con lo Spezia“Negli ultimi due anni ha fatto bene. Ha cominciato tardi, ha avuto bisogno di tempo. E poi un discorso è giocare tra i Dilettanti, un altro giocare in Serie A. E poi cambiano gli allenatori, bisogna esser bravi ad adattarsi. Lui è stato bravissimo, ha fatto tutto questo in poco tempo. Ha giocato con la Nazionale italiana. Per me merita perché ha voglia di fare, di sacrificarsi. Ha i piedi buoni, è coraggioso. Ha tanta personalità”.

"MI DAREBBE LA LUNA" - Il rapporto tra Renzo e Ivan è proseguito nel corso degli anni. Nel corso dell'intervista, l'allenatore dei portieri ricorda tanti episodi che coinvolgono entrambi. A partire da uno che ebbe lo stadio di Udine come teatro: “A Ivan posso domandargli la luna. Lui me la porterebbe se ne avesse la possibilità. Quest’anno sono andato a vedere Udinese - Spezia, non avevo chiesto biglietti a Ivan ma qualcuno gli disse che ero lì. Mi vennero a chiamare, arrivò Ivan e mi abbracciò e mi disse: ‘Grazie mister, grazie a te'.Quindici giorni dopo, ci siamo rivisti e siamo stati due minuti a parlare. Gli ho detto ‘Ivan, sai che mi sono emozionato a Udine’. Lui mi ha risposto ‘Mister, io ho pianto". Poi ancora: “Allenavo un ragazzo che compie gli anni lo stesso giorno di Ivan, stimava Provedel e voleva la maglia. Si infortunò, camminava con le stampelle, era giù di morale. Decisi di fargli portare una maglia da Provedel. Chiamai la mamma Elena per chiederle se ne avesse una a casa, mi disse che avrebbe mandato un messaggio a Ivan. Era sabato mattina, domenica aveva la maglia. Aveva finito di giocare contro il Vercelli, era arrivato a casa alle 3 di notte per portarmela. Questo non ha prezzo”.

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Pubblicato l' 08/08