Caso Rocchi, De Meo: "Per comunicare un codice con sasso-carta-forbice"
L’ex arbitro Pasquale De Meo, intervistato dall’AGI, ha svelato altri retroscena sul caso Rocchi e su come agiva il designatore degli arbitri in sala Var.
De Meo descrive una prassi che sarebbe stata “nota” a tutto l’ambiente, un codice gestuale che Rocchi e Gervasoni avrebbero utilizzato per comunicare con gli addetti al Var: "Erano gesti decisi nei raduni riservati degli arbitri che venivano stabiliti ogni settimana. Per esempio, uno era quello del 'sasso-carta-forbice’. Quella di fare dei gesti dalle vetrate era una consuetudine. Tutti sapevano e vivevano con malumore”, ha affermato De Meo.
"I Var e gli Avar sono designati proprio per essere autonomi: nessuno può intervenire dall’esterno. Perché in alcune partite scattava quel segnale e in altre no? In questo modo si finiva per falsare il campionato”, ha concluso De Meo.
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